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Archive for the ‘30 Days Challenge’ Category

Difficile… ieri ho detto che sono una pessima lettrice, no? Generalmente io prima guardo il film e poi leggo il libro e lo faccio nel caso in cui il film mi sia piaciuto. Quindi possono esserci pure brutti adattamenti cinematografici a bei romanzi, ma se non mi è piaciuto il film il libro non passa fra le mie mani, quindi… come potrebbe essere il mio giudizio davvero valido se non posso fare un paragone?

Sceglierò fra storie che NON ho letto, ma i cui film NON mi sono piaciuti, come… boh… Le cronache di Narnia? In fondo c’è di peggio… Eragon? Vabbé…
Mi scoccia sparare sulla croce rossa, ma… dai… i libri non possono essere pessimi come i film di questa saga (o forse sì?)

Eclipse di David Slade

Non c’è niente da fare, io Bella Swan non la sopporto. Posso tollerare la fatina Edward, ma lei proprio no.
Ammetto che sono partita con un pochetto di pregiudizi verso questa serie, ma ammetto allo stesso tempo che il primo film non l’avevo trovato pessimo. Dire che mi era piaciuto sarebbe esagerare, ma comunque si lasciava vedere. Sono il secondo e il terzo capitolo ad essere stati osceni. Lenti, noiosi, ultra-ripetitivi. Li ho visti tutti, so di cosa parlo. Bella ed Edward (o in altri momenti, Bella e Jacob) passano tutto il tempo a sussurrarsi cose ad un centimetro l’uno dall’altra e sono sempre le stesse cose. Ti amo, però… Non ti lascio, tuttavia ti devo lasciare… Potrei, ma non voglio (fidarmi di te)…  mamma, che asciugo!!! Quella ragazzetta che sospira per tutto il tempo, ha perennemente l’aria disgustata (sono stata sorpresa da un suo sorriso nell’ultimo film!) e crede di essere l’unica al mondo ad avere problemi e a non avere nessuno che la capisce… ragazza, non è che sei predestinata ad amare un vampiro… si chiama a-d-o-e-s-c-e-n-z-a, ci passano tutti! Qualcuno le tiri una scarpata da parte mia, please!

Indicazioni per la visione:
Angst insensato ad alti livelli. Sceneggiatura da far accapponare la pelle. Scene ripetitive e lagnose. Vampiri che brillano.
Io li ho visti tutti per conoscere il mio nemico (il mio vero nemico sono i film tratti da Moccia, però. Questi sono più innocui).
Non c’è bisogno di guardarlo…

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Ahia… ahia…
Problema: sono una pessima lettrice. Non è che non mi piaccia leggere, non è così, ma ho due/tre di difficoltà:
– vado a periodi. In certi momenti dopo aver finito un libro vago per casa alla ricerca di qualcos’altro che mi alletti, in altri (la maggior parte) non leggo nulla perché guardo più che altro film (o telefilm);
– non amo i bestseller, quei libri appena usciti che tutti vogliono leggere e di cui tutti parlano. Di solito vado alla ricerca di libretti più piccini che la massa non conosce. Non ho letto Il codice da vinci, L’ignoranza del riccio, Il cacciatore di aquiloni. Un libro devo sentirlo mio;
–  lascio in sospeso i libri (e mi odio per questo). Avrò iniziato tre volte I fiori blu e altrettante Malcolm, i cavalieri di Rohan stanno cavalcando da un anno e più in mezzo alle pianure dell’Uncazzo… ma non so se arriveranno mai a destinazione.
Pessima, pessima lettrice.

Per questo non so bene che scegliere. Nella mia vita non ho letto tantissimo e raramente ho letto cose che sono diventate film. Avevo comprato Big Fish quando avevo scoperto che ci avrebbero fatto un film e… beh, in effetti sono belle entrambe le versioni. Ero indecisa se acquistare Skellig (a proposito dei libri che la massa non si fila), ma vedere in quarta che ci avrebbero fatto un film con Tim Roth mi ha dato la spinta per farlo. Il libro è curioso, anche se non eccezionale. Alla fine il film era un film inglese per la tv che non è quindi arrivato in Italia e che devo ancora vedere. D’altro canto c’è John Simm, quindi lo farò!
Per il resto… boh… sono un’amante di Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, ma nessun film è all’altezza del libro. Potrei citare Harry Potter, ma non mi sembrerebbe giusto farlo perché io mi sono affezionata PRIMA ai film e POI ai libri (tra l’altro ne ho letti solo tre), quindi il mio giudizio è sfalsato.

Boh… farò una scelta di comodo (non pretendo di dire che sia il best in assoluto, anzi, sicuramente non è così, ma sto parlando di me, no? Dei film importanti per la mia vita, non pretendo di cercare sempre un’oggettività). Anche in questo caso ho prima visto il film e poi letto il libro. Forse facendo il contrario non mi sarebbe piaciuto, ma chissà…

Stardust di Matthew Vaughn

Piuttosto diverso dal libro del grande Neil Gaiman, il film di Stardust è divertente, tenero e affascinante. Il protagonista Tristan (chissà dove si è persa quella R in più nel nome originale?) è adorabile. Capitan Shakespeare (Robert De Niro) è una vera forza e devo dire che come aggiunta alla storia è molto buona. Il racconto di base resta lo stesso: Trist(r)an, giovane un po’ sfigatello, vuole conquistare il cuore di una donzella che sta per andare in moglie ad un altro. Per convincerla le promette che come pegno d’amore le porterà una stella cadente (caduta). Parte in viaggio per recuperare quella appena vista precipitare e… beh… in questo mondo fantasy è normale che le stelle siano fatte come le persone. E’ normale che ci siano buffi ometti pelosi, navi volanti, fiori magici. Il ragazzo parte dal suo villaggio inglese, supera il muro (cosa vietatissima) per entrare nel regno del fantasy e portare a termine la sua missione. Non è l’unico a desiderare la stella, però. Le tre Lilith ne bramano il cuore per mantenere (ristabilire) la loro giovinezza, i sovrani di Stormhold la cercano perché serve loro il medaglione che ha al collo…

Stardust è uno dei pochi libri che sono riusciti a farmi commuovere davvero, commuovere con le lacrime (c’è stato un altro libro per cui per poco non mi mettevo a piangere in metropolitana… Consiglio personale: leggete Uomini e topi perché è splendido, ma non fatelo in pubblico). Il finale del flm è molto più rassicurante e devo dire che mi ha fatto più piacere, non me ne voglia il signor Gaiman, né i suoi fan. Il film è più… Hollywoodiano… con happy ending e tutto…

L’anno scorso poi mi sono comprata l’edizione del libro illustrata da Charles Vess. Spesa di 25€, ma troppo bella…

Indicazioni per la visione:
E’ un film davvero molto carino. Il regista è lo stesso di Kick-Ass e X-Men – L’inizio (e lo stesso vale per la sceneggiatrice, Jane Goodman).
Niente è più romantico di una donna ferita, rapita e offerta in dono.

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Lo ammetto. Leggere “Best film trailer” mi ha fatto passare la voglia di continuare questo meme, infatti ho saltato un giorno o due. Prima stavo vedendo un trailer di Guerre Stellari uscito ai tempi del film ed era così assurdamente diverso da quelli di ora che mi è venuto in mente un trailer troppo figo da scrivere qui.

Questo sopra è il meraviglioso spot di Star Wars, a seguire, la mia scelta di oggi:

Non aprite quell’armadio di Bob Dahlin

Il film è una pura e semplice idiozia. Un B-movie pseudo-horror mal riuscito. I personaggi sono caricaturali e finti (lo sceriffo che continua a sputare tabacco, la bambina con le treccine, lo strillone…), ma ci sono alcune cose simpatiche e la visione risulta divertente. Ovviamente se vi piacciono i film trash, altrimenti lasciate perdere. Finale con colpo di scena!
Il trailer… beh, il trailer è meraviglioso, meglio del film. Dura tre minuti ed elenca una serie infinita di attori come se li potessimo conoscere davvero (alcuni sì, devo ammetterlo, ma tutti?) 😄 In pratica il trailer si prende in giro da solo e la cosa è estremamente carina.

Indicazioni per la visione:
Un film trash ogni tanto fa riposare il cervello e stimola la fantasia (sono due cose apparentemente opposte, vero?).
Guardate il trailer. Il mostro appare così ridicolo che vale la visione.

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Ohibò, andrò a cercare che film sono usciti quell’anno…

Mmm… c’è n’è un buon numero interessanti, è stato un anno sapido… tra tutti i filmoni però scelgo quello che mi sta più simpatico, anche se non è il best:

Da grande di Franco Amurri

Il film italiano mi è piaciuto più di quello americano (Big), sebbene adori la scena in cui Tom Hanks suona un pianoforte gigante coi piedi. Da grande parla di Marco, un bambino di otto anni che in un momento di sconforto e arrabbiatura esprime con tutte le sue forze il desiderio di diventare grande e… succede davvero! Marco si trasforma in Renato Pozzetto, ma resta un bambino nel corpo di un adulto… con tutte le stramberie che possono conseguirne. E’ una commedia davvero simpatica, ogni volta che la danno in tv la rivedo volentieri.

Indicazioni per la visione:
Simpatiche situazioni per un Renato Pozzetto di otto anni, davvero divertente.
Voglio il Lego grande!

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Questa è nella mia testa dall’inizio, tuttavia non scriverò molto oggi perché avevo iniziato un post di approfondimento personale su questo film che è fermo in bozza. Quando l’avrò finito (prima o poi) lo pubblicherò. In ogni caso, la mia scelta è…

The experiment – Cercasi cavie umane di Oliver Hirschbiegel

Film tedesco (come si può intuire dalla locandina) del 2001. Alcuni volontari verranno pagati per partecipare ad un esperimento psicologico ufficiale per cui a parte di loro verrà affidato il ruolo di guardie carcerarie e ad un’altra parte quello dei prigionieri. Le posizioni vengono prese sempre meno alla leggera, un un crescendo di tensione, disagio e violenza.
Un film che mi piace tantissimo e stra-consiglio. Sappiate che vi disturberà e vi farà discutere. Guardatelo con degli amici e fatevi una serata cineforum.
La versione americana (si sa che gli americani devono rifarsi i film perché quelli originali non vanno mai bene) non è da buttare via, sono stati scelti dei focus diversi se pur tenendo la stessa situazione. Ha il suo interesse anch’essa a livello di osservazioni che si possono trarre, ma non è riuscita come il film tedesco. Troppa morale, l’originale fa riflettere anche senza che venga spiattellata.

Indicazioni per la visione:
Bel film, lo ripeto.
Moritz Bleibtreu. Da noi non lo conosce nessuno, ma è una star in Germania. Potreste averlo visto in Munich, Im Juli (ok, questo l’ho visto solo io, ma era simpatico!), Speed Racer, Le particelle elementari o in Lola corre.
Già che ci sono, consiglio anche L’onda, film carino con altri spunti di riflessione interessanti sulla depersonalizzazione all’interno di un gruppo.

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Ok… su questo non so proprio che dire… ho sbirciato su internet, ma dei remake che ho trovato non ho visto gli originali quindi… come potrei fare un paragone?
[Credo di essere fra i pochi a cui non è dispiaciuto il remake di Psyco… che è Psycho. Mi chiedo sempre perché abbiamo tolto l’H nell’originale. Non sto dicendo che sia allo stesso livello, ma non vuol dire che non mi possa piacere lo stesso, no?]

Mi servono suggerimenti!!!

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C’è un gruppetto di registi che tengo d’occhio. Se sento che stanno facendo un film… beh, quel film andrà visto! Ad esempio adesso c’è attesa verso The Avengers di Joss Whedon, anche se ammetto che lo apprezzo più che altro come sceneggiatore. L’anno scorso ho insistito per vedere Hanna solo perché è di Joe Wright, l’uomo dalla regia impostata, di cui adoro la fotografia. Aspetto anche La mia vita è uno zoo (l’hanno davvero tradotto così?) perché dietro la macchina da presa c’è Cameron Crowe. Come il motivo principale per cui ho festeggiato il mio ventunesimo compleanno portando i miei amici a vedere Australia è che è un film di Baz Luhrmann (vero che quello gnoccone di Hugh Jackman ha fatto anch’egli la sua parte).
Ho scelto il regista di oggi, ora devo decidere quale dei suoi film mettere… mi sa che non metterò uno dei suoi più famosi, quelli mi limiteò a citarli, tanto li conoscono tutti…

Millions di Danny Boyle

Non sono molti quelli che hanno visto questo film, vero? Io lo trovo a-d-o-r-a-b-i-l-e! Storia che non ti aspetteresti da un regista come Boyle, uomo che ha diretto le scene forti di Trainspotting, che ha mostrato condizioni dure in The millionaire, che ha fatto distruggere la Gran Bretagna dagli zombie in 28 giorni dopo, che ha scagliato Leonardo di Caprio in una paradisiaca prigione in The beach, che ha spappolato il braccio di James Franco fra due rocce in the middle of nowhere in 127 ore, che ha iniziato la sua carriera con Piccoli omicidi fra amici (e il titolo basta). Il regista di queste storie sopra le righe nel 2004 ci ha regalato Millions, la storia di un bambino appassionato di santi (tanto che se li immagina e parla con loro) che trova (più che altro gli atterra addosso) una borsa piena zeppa di sterline e crede vengano da Dio. La Gran Bretagna sta per passare all’euro, quindi quei soldi vanno spesi il prima possibile. Suo fratello li vorrebbe per sé, Damian (il protagonista) vorrebbe darli in beneficienza. La cosa è tenuta nascosta al padre, ma nel frattempo il “proprietario” dei soldi torna a cercarli…

Indicazioni per la visione:
Un thriller con protagonisti dei ragazzini. Simpatica l’ambientazione nell’ipotetico momento del passaggio all’euro del Regno Unito.
Danny Boyle, gente! Ci sarà pur stato un suo film che vi è piaciuto? A me l’unico che non mi ha convinto è stato Una vita esagerata… dovrei rivederlo…

PS: ringrazio Ewan McGregor per avermi fatto avvicinare a questo regista una decina di anni fa…

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