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Archive for settembre 2011

Carnage

E poi ci sono quei film che ti fanno uscire dal cinema soddisfatta!

Ieri sera sono andata a vedere Carnage, di Roman Polanski. Non tra i miei registi preferiti (La nona porta???), ma gli ultimi suoi film mi sono piaciuti (Il pianista, Oliver Twist, L’uomo nell’ombra). Apparirà strano, ma quello uno dei suoi titoli più quotati, Rosmary’s baby, non mi ha per niente esaltata. Sarà che mi avevano spoilerato il finale (tanto è un classico… ma vaff), ma anche dopo una seconda visione… niente, no me gusta.

Ho trovato quest’ultimo film molto divertente. Non la comicità da commedia americana classica perché è tutto un altro genere.
E’ un film teatrale: tutto si svolge in uno stesso luogo (la casa della coppia Foster-Reilly), ci sono solo quattro personaggi a tenere le scene, salvo qualche voce al telefono e la mezza faccia di un vicino e inoltre il tempo scorre così come lo vediamo, non ci sono salti avanti o indietro (salvo durante i titoli di testa e quelli di coda), la situazione dura quanto il film, un’ora e mezza scarsa. Inoltre la sceneggiatura è tratta dal testo teatrale “Il Dio della Carneficina” di Yasmina Reza, che devo proprio recuperare.

Qual è lo spunto? Abbastanza semplice: un bambino “armato di bastone” ha colpito un altro ragazzino e i rispettivi genitori si incontrano per parlarne/scusarsi. Se è semplice la premessa, non è semplice quel che succede, non nel senso che accadono situazioni particolarmente elaborate, siamo sempre in quell’appartamento, ma diventa complesso in quanto ci sono quattro persone l’una diversa dall’altra che si incontrano controvoglia per parlare di un argomento delicato. E così entrano in gioco falsi perbenismi, attriti coniugali, problemi etici, paura della mediocrità… Basta accettare un caffè (o un whiskey scozzese paradisiaco proveniente da un paesino in cui coltivano il loro personale grano) e viene fuori il peggio che una persona teneva represso dentro di sé.
La locandina già fa intuire come si evolve il film: all’inizio sono tutti socievoli e concilianti, ma poi…

Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, John C. Reilly, Roman Polanski

E quando esce il peggio, lo spettatore ride divertito. Anche un po’ preoccupato, direi, ognuno da quel che lo tocca maggiormente, perché di spunti ce n’è vari ed eventuali.

L’inizio è snervante: questo non riuscire mai ad andare via, con la consapevolezza che più si resta più si rischiano litigi; queste tensioni represse, ma visibili in tutti i personaggi, fra le coppie, ma anche verso i partner; questo cellulare che continua a squillare e l’obbligo ad ascoltare la conversazione controvoglia (sia perché “non sono fatti nostri”, sia perché “non è educato”); questa storia del povero criceto abbandonato. I quattro personaggi sono a disagio in quella situazione, ma lo è anche chi li osserva dall’altro lato dello schermo (come era terribilmente imbarazzante la prima scena della visita ginecologica di Il debito, per chi l’avesse visto).
Dopo essermi più volte mossa, contorta e agitata sulla poltrona (solo una parola: vomito), sono uscita più che contenta e più che divertita, anche se il finale mi è apparso un po’ brusco, ma a volte, nel teatro va così.

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Spoiler Castle 4×01 -Rise

Questa canzone mi piace un sacco e valo lo stesso per questo video

I let it fall, my heart,
And as it fell you rose to claim it.
It was dark and I was over,
Until you kissed my lips and you saved me.
My hands, they were strong, but my knees were far too weak,
To stand in your arms without falling to your feet,
But there’s a side to you that I never knew,never knew.
All the things you’d say, they where never true, never true,
And the games you’d play, you would always win, always win.

But I set fire to the rain,
Watched it pour as I touched your face,
well it burnt while I cried,
Cause I heard it screaming out your name, your name!

When I lay with you I could stay there,
Close my eyes, feel you here forever,
You and me together, nothing is better!
Cause there’s a side to you that I never knew, never knew,
All the things you’d say they where never true, never true,
And the games you’d play, you would always win, always win.

But I set fire to the rain,
Watched it pour as I touched your face,
well it burnt while I cried,
Cause I heard it screaming out your name, your name!
but I set fire to the rain
and I threw us into the flames
well it felt something died
Cause I knew that that was the last time, the last time!

Sometimes I wake up by the door,
that heart you caught must be waiting for ya.
Even now when we’re already over
I can’t help myself from looking for ya

I set fire to the rain,
Watched it pour as I touched your face,
well it burnt when I cried,
Cause I heard it screaming out your name, your name
I set fire to the rain,
and i threw us into the flames
Well, I felt something die,
Cause I knew that that was the last time, the last time.

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Castle 4×01 – Rise

Ebbene sì, ce l’ho fatta! Ho visto la Season Premiere di Castle in diretta con gli Stati Uniti alle 4:00 del mattino!
Mi sono pure beccata la Canalis a Ballando con le stelle dell’ABC nell’attesa. Che culo, nevvero?

Ci sarebbe così tanto da dire e così tanto che ho già detto e ho commentato con altre fan. Scriverò solo qualche parola.

SPOILERSPOILERSPOILERNIENTALTROCHESPOILERSPOILERSPOILER

Quest’episodio è stato pieno zeppo di cose. C’è di tutto: ansia d’ospedale, momenti Caskett a go-go, bye bye Josh, Beckett fragile come non è mai stata, scene padre-figlia e madre-figlio, i Roach che ci danno dentro, Iron-Gates, nuovi personaggi, nuove domande, equilibri incrinati e altri ristabiliti sul filo del rasoio. E’ cambiato tutto. Per tutti.
Questa puntata è stata drammatica come nessun altra. Knockout era stata molto tesa, ma in modo diverso (anche se mi è piaciuta di più di Rise). Era stato un finale di stagione che ha dato delle risposte, ha sconvolto, emozionato. Rise  invece… boh… è stato strano vedere Kate in quello stato, davvero strano trovarla così insicura.
Se la serie segue la direzione del primo episodio… ne vedremo delle belle!
I personaggi di questo telefilm, Castle e Beckett in primis, danno una marea di spunti di riflessione. Spulciare le loro intenzioni, motivazioni e pensieri mi appassiona molto.

Una citazione:

B: Thank you for having my back in there.
C: That’s what partners are for.

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Se il vostro commento dopo aver letto questo è “get a life” forse questo blog non è il posto adatto a voi 😉

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Sto facendo un conto alla rovescia folle da 29 giorni. Prima attendevo il 19 settembre con ansia, ma era diverso perché è da un mese che faccio realmente il conto alla rovescia con delle immagini (pubblicate su un gruppo apposito e twittate giorno per giorno agli attori che vi comparivano XD).

Siamo arrivati a 6 ore di distanza dal primo episodio della nuova stagione e ho deciso di fare la follia di svegliarmi per vederlo in diretta alle 4:00 di questa notte, in contemporanea con gli Stati Uniti. Folle, lo so.

Farò un best of del conto alla rovescia finora, evitando qualsiasi grande spoiler della terza stagione che per ora è solo alla seconda puntata su Rai2.

Guarirò anche da questa malattia. Una malattia ufficialmente nota come OCD, Obsessive Castle Disorder, una patologia molto appassionante in cui cadere. Ma… together we will rise! 🙂

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Misfits: Vegas, Baby!

La nuova serie comincerà quest’autunno, ma in questa settimana è uscito un mini episodio che presenterà l’uscita di scena di Nathan, che vediamo cincischiare col suo nuovo (simpatico) potere.
Ecco il filmato completo!
Il mio commento, che non censuro è “Che pirla! XD”

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Tempo fa ho visto la serie Misfits e per trovarla fantastica non ci è voluto che un istante. Non è sempre così, alcune delle serie che più amo ci hanno messo di più a convincermi davvero (Robin Hood, Doctor Who, Firefly), ma questa ha fatto subito centro (come Sherlock, ad esempio). Volgare, violenta, esagerata. Non tutto oro colato, ma davvero valida! Sentita con le voci originali guadagni 1.000 punti, soprattutto per quanto riguarda la “chav” Kelly.

Metto qui una scena memorabile (stratosferica, a par mio) tratta dalla seconda serie. Si rumoreggiava sulla realizzazione di una terza. Io ci spero, anche se senza Nathan (altro rumore), sicuramente il personaggio trainante, non sarebbe per niente la stessa cosa.

Nathan: (writing Simon a letter) If you open your heart, I know we can have something really beautiful. Yours… Forever, Nathan.
(Kelly kicks him)
Nathan: Jesus, stop kicking me!
Kelly: What have I told you about dicking around with Simon?
Nathan: Who’s dicking around?
Kelly: You put your tongue in his mouth!
Nathan: Ah, Jesus. Alright, alright. So I got a little bit fresh with him. I was staring into those big beautiful eyes… he’s like a… he’s like a handsome shark! I couldn’t help myself. I love him.
Kelly: Oh, you’re a dick!
Nathan: Oh, do my feelings for him offend you? Well, I’m sorry, because they’re true! And pure- Well, they’re true. I can’t pretend any longer, I won’t. (Thinks) I’ve never felt like this about anyone. He completes me.
Kelly: Uh, that’s from Jerry Maguire!
Nathan: Yeah, I know. I watched it four times last night. It’s like he’s Tom and I’m Renee…. someone else is the ugly specky kid.
Kelly: Are you trying to tell me you’re gay or something?
Nathan: Gay, straight, retarded, why do we have to put labels on everything?
Kelly: Cause we do, or otherwise no ones gonna know what the fuck is going on.
Is this why me and you aren’t gonna be together?
Nathan: Maybe he’s what’s been missing for my life. Why do you think I was always so mean to him?
Kelly: Cause you’re a wanker.
Nathan: No, it’s because it’s much easier to humiliate, degrade and just generally shit all over someone than it is to admit that you love them!

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