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Archive for agosto 2012

“Perché? Perché se sei appena stata in biblioteca e hai preso due libri, un fumetto e due film ti metti a leggere questa roba? Perché lo fai?”
Devo ammettere che non so rispondere. No, donzelle, non provate a dire che è perché non posso resistere al sapere come va avanti questa fantastica storia perché non è così.
Tralasciamo quindi le mie turbe mentali e iniziamo a leggere e commentare il quinto capitolo di Cinquanta sfumature di Greygio.

5) Mangia che ci sono i bambini che muoiono di fame!

Ana si è sbronzata, Christian è venuto a salvarla da non-si-sa-bene-cosa e dalle attenzioni insistenti dell’uomo-lupo fotografo (dato che è dall’inizio che ho l’istinto di chiamare José in un altro modo, ora cederò al richiamo della foresta: da adesso José è Pepe!). Il paladino mascherato di grigio la porta in salvo e lei vomita. Poi la fa ballare e lei perde i sensi. Questo era ciò con cui ci eravamo lasciati.

Acciaio si risveglia in una sfarzosa stanza d’albergo e capisce di essere nel letto di Christian Grey. Prova a ricordarsi come possa essere finita lì: Ricordi frammentari della sera precedente tornano pian piano a ossessionarmi. L’alcol, “Oh, no, l’alcol”, la telefonata, “Oh, no, la telefonata”, il vomito, “Oh, no, il vomito”. José e poi Christian, “Oh, no”, mi vergogno da morire.
Questo pezzo è simpatico. Per lo meno è simpatico nelle mie corde, anche io – con diversa punteggiatura – avrei potuto scrivere qualcosa del genere (al che inizio a farmi delle domande). Accanto al letto Grigio le ha lasciato delle pasticche e un bicchiere pieno. Il succo d’arancia ha un sapore delizioso. È dissetante e rinfrescante.
Ana è entrata in modalità “pubblicità Mulino Bianco”. Le piace molto il termine delizioso.

E immagina quanti bei giochini erotici potremo fare con queste!

Quel figone di Grey entra nella stanza, un altro dei suoi ingressi da Gary Stu che mandano in fibrillazione la nostra protagonista: Oh, mio Dio, è andato ad allenarsi. Ha i pantaloni grigi (sia mai che si metta qualcosa di rosso, sennò non riusciamo a raggiungere tutte e cinquanta le sfumature) della tuta che gli cadono sui fianchi in quel modo (quale sia quel modo, non è dato saperlo) sexy e una canottiera grigia, scura di sudore come i capelli. Il sudore di Christian Grey: la sola idea mi fa venire strani pensieri. Anche a me. Qualcosa tipo: “làvati!”.
Si salutano: «Buongiorno, Anastasia. Come stai?»
«Meglio di quanto mi merito» farfuglio.
Ma non hai mica ucciso un uomo, dannazione! Perché reagiscono tutti come se Ana fosse uscita completamente di senno? S’è solo sbronzata per la prima volta. Era l’obiettivo della serata, tra l’altro. Non è manco colpa sua se Grigio s’è fiondato da lei nel cuore della notte, né se è rantolata a terra perché un cretino l’ha fatta ballare dopo che era già semi-svenuta una prima volta.
Grey va a sedersi sul bordo del letto. È abbastanza vicino da poterlo toccare, da sentire il suo odore. Oh… sudore, bagnoschiuma e Christian. Quindi si è lavato con del bagnoschiuma al profumo di sudore? O al profumo di di sudore di Christian?
Ana inizia a chiedergli cosa sia successo la sera prima, dopo il mancamento.
«Ho vomitato di nuovo?» chiedo, più tranquilla.
«No.»
«Mi hai tolto tu i vestiti?» mormoro.
«Sì.» Lui alza un sopracciglio, mentre io arrossisco violentemente.
«Non abbiamo…?» sussurro, con la bocca così secca per la mortificazione che non riesco a finire la domanda. Mi guardo le mani.
«Anastasia, eri praticamente in coma. La necrofilia non fa per me. Mi piacciono le donne coscienti e ricettive» dice, deciso.
«Mi dispiace tanto.»
Oh, santa pace! Così risulta che ti dispiace di non esser stata sveglia perché così lui non ha potuto fare all’ammore con te. È davvero questo quello che volevi dire, Ana?
Viene fuori ce Grey è contento di averla salvata dalle grinfie del maligno Pepe che la stava corteggiando contro la volontà della povera donzella Ana. Al sentire il termine “corteggiamento!” – a suoi occhi abbastanza desueto – alla ragazza partono i film mentali.
«Da quale cronaca medievale sei fuggito?» dico. «Sembri un cavalier cortese.» […]
«Non penso proprio. Un cavaliere nero, forse.»
Dai, ragazzi, rispondiamole tutti in coro: “No, è un cavaliere grigio!”
E a questo punto arriva il primo leggendario: «Hai mangiato ieri sera?». Girando su internet ho scoperto che quella del far mangiare Ana è un’ossessione per Christian Grey. La sera prima l’aveva già obbligata a bere dell’acqua dopo la svomazzata. In effetti la furbona non aveva cenato, non è che sia la persona più sveglia del mondo (anche se la cosa era già stata appurata). Grey persiste nel suo tono da paparino scocciato, ma finalmente Ana reagisce!
«Intendi continuare a sgridarmi?»
«È questo che sto facendo?»
«Mi pare di sì.»
«Sei fortunata che mi limito a sgridarti.»
«Cosa vuoi dire?»
«Be’, se fossi mia, non potresti sederti per una settimana dopo la bravata di ieri sera. Non hai mangiato, ti sei ubriacata, ti sei messa in pericolo.» 

Chiude gli occhi preoccupato, e sussulta. Quando li riapre, mi lancia uno sguardo truce. «Odio pensare a cosa ti sarebbe potuto succedere.»
Machitticonosce?
Grigio è davvero in disappunto per Pepe e il suo comportamento, stranamente ad Ana sembra tutto tranquillo.
“Mmh… il giovane José.” Prima o poi dovrò dirgliene quattro. Anche voi chiamate i vostri amici di un anno più piccoli “il giovane Luigi” o “la giovane Sara”?
«José ha solo perso il controllo.» Mi stringo nelle spalle.
«Be’, la prossima volta che perde il controllo, forse qualcuno dovrebbe insegnargli le buone maniere.»
«Sei molto severo in fatto di disciplina» sibilo.
«Oh, Anastasia, non ne hai idea.» Stringe gli occhi, poi sorride perfidamente.
Ma come sei malvagio!
È disarmante. Un attimo prima sono confusa e arrabbiata, l’attimo dopo sono lì a fissare il suo splendido sorriso. “Wow… sono stregata.” Ho quasi dimenticato di che cosa stavamo parlando.
Una cerebrolesa! Il malvagio e la cerebrolesa.
Quando lui va a farsi una doccia con il suo bagnoschiuma alla fragranza di sudore di Christian, Ana si fa una miriade di pare mentali sul suo Bello, giungendo alla conclusione che è decisamente un cavaliere bianco in un’armatura lucente e bellissima, il classico eroe romantico alla Lancillotto. Un Lancillotto stalker.
Gli ormoni di Ana ammattiscono nuovamente quando Lui esce dal bagno, umido e luccicante, […] il David di Michelangelo è niente in confronto a lui.


Le cagate pare mentali continuano: Ha detto che gli piace che le sue donne siano coscienti. “Dunque è probabile che non sia asessuato.” Oh cazzabubbole, perché stavi prendendo in considerazione quell’eventualità in modo serio??? Ma con me non ci ha provato, a differenza di Paul o José. Non capisco. Mi vuole o no? La settimana scorsa non mi ha baciato. Gli faccio schifo? Eppure, sono qui, ed è stato lui a portarmici. Non capisco a quale gioco stia giocando. Cosa pensa? “Hai dormito tutta la notte nel suo letto, e non ti ha toccato, Ana. Traine le conseguenze.” MA DE CHE???? Doveva fottersi senza pietà un cadavere??? Non so se sia più scema Ana o la sua vocina interiore…
Grey dice ad Ana di aver mandato a lavare i suoi vestiti ricoperti di vomito (neanche un po’ di tatto, per la miseria), ma che ha mandato il suo galoppino Taylor (quello dagli occhi nocciola, immagino), a comprarle degli indumenti nuovi.
Il pensiero di Mr Capelli a Spazzola che mi compra queste cose in un negozio di biancheria intima mi fa arrossire. Mi chiedo quali altre mansioni preveda il suo lavoro.
Prendere il freesbee fra i denti e un po’ di gare di agility dog.
Ana si fa una doccia fantasticando su Christian accanto a lei che la bacia e la tocca, si prepara, indossa i vestiti nuovi e la biancheria secsi (che le sta alla perfezione) e va a fare colazione con Chris, in un’altra zona dell’immensa suite.
«Siediti» mi ordina, indicando un posto a tavola.

Gli ordini li dai al tuo galoppino, bellezza!

Grey le offre del tè. Ma non del tè qualsiasi: Twinings English Breakfast! Cielo, si ricorda come mi piace il tè. Oh, my God! Dev’essere Ammòre Vero!
La colazione procede senza problemi? Sia mai! Lui torna a fare il paparino: «Hai i capelli bagnati» mi rimprovera.
“Sei così asciugaca**o che pensavo di lasciar fare te, soffiandomi in testa…”
Grazie per i vestiti. Prego non c’è di che. Te li rimborso. No, lascia stare, tanto me li posso permettere. Masticazzi? Insisto. Perché mi hai regalato dei libri da millemila dollari? Perché mi attizzi. «In te c’è qualcosa, per cui non riesco a starti lontano. Immagino che tu ormai l’abbia capito.»
L’appetito mi passa in un lampo. “Non riesce a starmi lontano!”
«E allora non farlo» mormoro.
Lui sussulta, sbarrando gli occhi.
«Non sai quello che dici.»
«Spiegamelo.»
Ci guardiamo negli occhi, senza che nessuno dei due tocchi cibo.
«E così non sei asessuato?» sussurro.
WHAT??? Questo dialogo trascende l’idiozia. È Idiozia allo stato puro che naviga nell’iperuranio in mezzo alla Demenza allo stato puro e al Ritardo Mentale allo stato puro! (Va bene, meglio se vado a ripassare un po’ di filosofia che devo aver fatto un polverone altrettanto idiota)
Qualsiasi slancio di ironia o di intraprendenza da parte di Ana gli fa piegare la testa di lato, il gesto ufficiale di Christian Grey, se ben ricordate.  Non si aspetta niente del genere da lei, né tantomeno lo facciamo noi. Infatti:
«Vorrei essere io a mordere quel labbro» mormora con voce roca.
Rimango senza fiato, del tutto inconsapevole del fatto che mi stavo mordendo il labbro inferiore.
«Perché non lo fai?» lo sfido con calma.
Ma sta zozzona dentro il corpo di Ana Steele? Da dove è sbucata?
«Perché non ho intenzione di toccarti, Anastasia… non prima di aver avuto il tuo consenso scritto.»
Al che lei risponde “DA FUQ?”, ma noi (io, per lo meno) sappiamo già dove sta andando a parare. Comunque si danno un appuntamento dopo il lavoro. Lei sarebbe dovuta partire per Seattle il giorno seguente, ma Christian ha deciso che ce la porterà quella sera o la settimana dopo. T’oh, ti regalo la mia agenda. Vedi un po’ quando ti fa comodo che io viva.
Grey prende il telefono, fa una misteriosa chiamata.
«Taylor. Mi serve Charlie Tango
Charlie Tango! Chi è?”
O è un immigrato senza carta verde che Grigio usa come schiavo personale per i suoi sordidi scopi o è un aereo privato. Non so per cosa propendere.
Alla fine però si tratta effettivamente di un velivolo.
Ho il mio secondo appuntamento con il misterioso Christian Grey. Dal caffè al giro in elicottero. “Wow.”
«Andremo a Seattle in elicottero?»
«Sì.»
«Perché?»
Lui fa un sorriso perverso. «Perché posso permettermelo. Finisci la colazione
Lei non accenna a mangiare, lui non lo può tollerare:
«Mangia» dice, più severamente. «Anastasia, non sopporto lo spreco di cibo… mangia.»
«Non posso mangiare tutta questa roba.» Guardo allibita quello che resta sul tavolo. (Lui aveva ordinato di tutto un po’, non conoscendo i gusti di Ana).
«Mangia quello che hai nel piatto. Se avessi mangiato a sufficienza ieri, non saresti qui, e io non avrei dovuto scoprire così presto le mie carte.» La sua bocca si stringe in una linea dura. Sembra arrabbiato.
Ma stiamo scherzando???
Ovviamente Ana si guarda bene dal fanculizzarlo e obbedisce.
«Brava bambina» dice. «Ti porterò a casa quando ti sarai asciugata i capelli. Non voglio che ti ammali.»

 Chiacchierano ancora un po’. Acciaio è curiosa di sapere dove abbia dormito Grigio e lui dice che era nel letto con lei. Non se l’aspettava.
«Ah.»
«Già, è stata una novità anche per me.» Sorride.
«Non fare… sesso?»
Non è possibile…



Mi sono dovuta fare un giro per la stanza a questo punto perché non potevo crederci. Ma si può essere più riconglioniti?
Mi asciugo i capelli meglio che posso, cercando di pettinarli con le dita. Asciugali bene, sennò quello si inalbera. Voglio lavarmi i denti. Noto lo spazzolino di Christian. Sarebbe come averlo nella mia bocca. Mmh…

Sbirciando la porta con aria colpevole, tocco le setole. Sono umide, deve averlo già usato. In un lampo, lo afferro, ci strizzo sopra il dentifricio e mi spazzolo i denti alla velocità della luce. Mi sento così disobbediente. È un brivido delizioso.

Il cavaliere Greygio si offre di portare Ana a lavoro. Sono in ascensore da soli e Chris non riesce più a resistere alla chimica incredibile e all’attrazione fatale che c’è tra di loro.
«Oh, al diavolo le scartoffie» grugnisce. E si fionda su di lei. La spinge contro la parete, le tiene le mani sulla testa, le tira la coda di cavallo (!!!) per alzarle la testa e baciarla. Un po’ di gioco di lingue da classica fanficcyna, un’erezione che preme contro il ventre e che prova che Oddio… mi vuole. Christian Grey, il dio greco, mi vuole, e io voglio lui, qui… adesso, in ascensore. Purtroppo l’idillio deve finire quando entra della gente e io due innamorati si devono staccare in fretta e furia. Ana è sconvolta. Vorrebbe chinarsi e appoggiare le mani sulle ginocchia, ma sarebbe troppo banale. Certo, cosa c’è di più ovvio di una donna inginocchiata in un ascensore?
Lo guardo. Sembra così calmo e distaccato, come se avesse appena smesso di fare un cruciverba. “Non è giusto.” Possibile che la mia presenza non gli faccia effetto?

Scusate, ormai lascio parlare le immagini perché sono sconvolta…

Arrivano a piano terra ed escono.
Fatico a tenere il passo perché le mie facoltà mentali sono rimaste nell’ascensore numero tre dell’Heathman Hotel.
No, tessòra, le tue facoltà mentali sono andate perdute molto tempo prima…

Gary Stu debutta nel porno

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Tomboy


					

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Castle: – 27 giorni

Non vedo l’ora… argh!!!

Credo che da oggi partirà lo slalom fra gli spoiler. Posso farcela!

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Ed eccomi ritornata col quarto meravigghioso capitolo di Cinquanta sfumature di bla bla bla.

4) Tess dei d’Urberville avrebbe vomitato?

Abbiamo lasciato Anastasia Steele fra le braccia di di Christian Grey a bramare, per la prima volta in vita sua, di essere toccata da un uomo. “Baciami, dannazione!” pensa e ripensa fissando la bocca perfettamente scolpita di quell’Adone che l’ha appena tratta in salvo da un pericolosissimo incidente ciclistico. Lui chiude gli occhi e poi…
«Anastasia, dovresti stare alla larga da me. Non sono l’uomo per te» mormora, passando al tu. “Cosa?”
“COSA?” ci aggiungiamo in coro noi. Tutto ‘sto flirt da seduttore navigato e poi? Forse non vuole trascinare Ana nel suo mondo torbido. Questo è angst, ne sono certa! Grey già la rispetta troppo per trascinarla nel suo limbo di perversione e frustini. La signorina Acciaio, tuttavia, incolpa nuovamente se stessa. Nella sua umiliazione, lo ringrazia comunque per averla salvata.
«Quell’idiota stava andando contromano. Meno male che c’ero io. Mi vengono i brividi se penso a cosa poteva succederti.
Bavaffanculo! Vi siete visti due volte e già la tratti come se fosse il tuo unico amore… non rinunciando a autocelebrare la tua figaggine, è ovvio!
Lei vuol menare le tolle, Lui stesso non sa cosa dire e come comportarsi.
Voglio solo andarmene via. Ho bisogno di portare lontano il mio fragile orgoglio ferito e trovare il modo di curarlo.
«In bocca al lupo per gli esami» sussurra.

Ana è indignata quanto me per l’affermazione di Grigio. Giro sui tacchi, meravigliata di non inciampare.
Sta imparando a camminare. Entro la fine del libro riuscirà anche ad attraversare una strada senza farsi ammazzare. Dai, ragazzi: facciamo il tifo per lei!
Una volta allontanatasi si mette a piangere dalla disperazione, dibattendo con la vocina nella sua testa a proposito della sofferenza per la perdita di qualcosa che non ha mai avuto. Lei e l’omino del cervello riflettono sulle sfighe della vita di Ana:
Non sono mai stata rifiutata in vita mia. Certo… ero sempre l’ultima scelta per la squadra di pallacanestro o di pallavolo, ma questo era comprensibile: correre e fare qualcos’altro in contemporanea, tipo far rimbalzare o lanciare una palla, non è pane per i miei denti.
In campo sentimentale, però, non mi sono mai messa in gioco. Una vita di insicurezze… Sono troppo pallida, troppo magra, troppo trasandata, scoordinata, e la lista potrebbe continuare all’infinito.
Al che, Ana, assieme a te anche noi ci chiediamo: come sei diventata un’eroina per il genere femminile? Io sono la prima a partire dai difetti quando invento o scrivo di personaggi già esistenti, ma qui si esagera!  Un po’ di rispetto per l’umana intelligenza!
Lasciamo perdere. Anastasia torna dalla sua amica Kate che capisce al volo che c’è qualcosa che non va e che la tizia ha pianto. Questa divaga, dicendo che è solo perché un ciclista stava per falciarla.
«Oddio, Ana, stai bene? Ti sei fatta male?»
Indietreggia e mi ispeziona rapidamente con lo sguardo.
«Christian mi ha salvato» mormoro. «Però sono un po’ scossa.»
«Non mi sorprende. Com’è andato l’appuntamento? So che detesti il caffè.»
Sopprobblèmi! Altro che venire investiti… il caffè!
«Ho preso un tè.»
Che donna, ragazzi. Che donna! Sa affrontare tutto a testa alta…
Una volta a letto torna a riflettere sul perché lui non sia l’uomo per lei. E di colpo è evidente, in maniera accecante. È troppo, troppo bello.
Ve l’ho detto che è bello, bello, bello in modo assurdo. Non è possibile che si mischi ai comuni mortali, lui che è un dio greco di gnocchitudine, mentre lei è un Icaro che si schianta se si avvicina troppo allo splendore di Apollo (e sto semi-citando il libro). Rimugina e rimugina: sul fatto che lui abbia detto che non è  un tipo da fidanzate, finendo a domandarsi oziosamente se sia asessuato.
Ma per quale motivo ti dovrebbe venire un dubbio del genere??? Aveva più senso il sospettare che fosse gay (anche se ai loro occhi quella era un’onta incredibile).

Passano i giorni e finisce l’ultimo esame. Un sorriso da un orecchio all’altro mi si apre sul volto. Deve essere la prima volta che sorrido in tutta la settimana. È venerdì, e stasera si festeggia, ma si festeggia sul serio. Potrei addirittura prendere una sbronza, io che non mi sono mai ubriacata in vita mia!
Che vita intensa hai avuto,  Ana…
Tornata a casa dopo il test trova un pacco ad attenderla. All’interno una prima edizione da millemila dollari di Tess dei d’Urberville. Abbiamo pochi dubbi a proposito di chi possa averlo spedito, dato che Grigio è l’unico uomo nella vita di Ana a cui escano i soldi da ogni orifizio. Un foglietto cita una frase del romanzo:
Perché non mi hai detto che gli uomini sono pericolosi? Perché non mi hai messo in guardia? Le gran dame sanno come difendersi perché leggono romanzi che parlano di questi artifizi…
Le gran dame, sì. Ma questa è un’altra storia…
Ana, tuttavia, non vuol cedere. Rimanderà tutto al mittente con una bella citazione dallo stesso libro. È giunto il momento di festeggiare la fine dell’università assieme agli amici. I progetti futuri: partire per Seattle (ma tu guarda i casi della vita… proprio dove vive Christian Grey), ma per ora… chissene!
«Dios mío, ecco come si vive ai piani alti. Ma tornerete per la mia mostra?»
«Certo, José, non me la perderei per nulla al mondo.» Sorrido, e lui mi mette un braccio intorno alla vita e mi stringe a sé.
«Per me è molto importante che tu ci sia, Ana» mi mormora all’orecchio. «Un altro margarita?»
José  non sta mica con le mani in mano, hay carramba!
«José Luis Rodriguez, stai cercando di farmi ubriacare? Perché mi sa che ci stai riuscendo.» Sorrido.
Dai, José, conquistala. Ce la puoi fare! Io ho sempre fatto il tifo per Giacobbo!
Sbronza per la prima volta nella sua vita, Ana attiva un cliché che più cliché non si può: telefona al signor Grigio.
«Anastasia?» È sorpreso di sentirmi.
A dirla tutta, sono sorpresa anch’iocome fa a sapere che sono io?
Le magie del mondo della tecnologia!

Una conversazione sorprendente, che ho deciso di trascrivere.
«Perché mi hai mandato quei libri?» farfuglio.
«Anastasia, ti senti bene? Sembri strana.» La sua voce suona preoccupata.
«Non sono io quella strana, sei tu» lo accuso. Ecco, gliel’ho detto, con l’audacia dell’alcol.
«Anastasia, hai bevuto?»
«E a te cosa importa?»
«Sono… curioso. Dove sei?»
«In un bar.»
«Quale bar?» Sembra esasperato.
«Un bar di Portland.»
«Come farai a tornare a casa?»
«Troverò un modo.» La conversazione non sta andando come avevo previsto.
«In quale bar ti trovi?»
«Perché mi hai mandato i libri, Christian?»
«Anastasia, dove sei? Dimmelo, subito.» Il suo tono è così… così risoluto! Il solito maniaco del controllo. Me lo vedo come un regista d’altri tempi, con indosso i pantaloni da fantino, un antiquato megafono e un frustino. L’immagine mi fa scoppiare a ridere.
«Sei così… dispotico» dico.
«Ana, dammi una mano, dove cazzo sei?»
Christian Grey che impreca… Faccio un’altra risatina.
«Sono a Portland… è un bel viaggio da Seattle.»
«A Portland, dove?»
«Buonanotte, Christian.»
«Ana!»
Riattacco.
Presto, alla Greymobile!
Infatti, dodici secondi dopo lui richiama per dire che sta arrivando a metterla in salvo da non si sa quale calamità. In qualche modo lui sa sempre dove sia, immagino abbia tracciato il gps del suo cellulare, oppure le ha piazzato un congegno nei capelli quando l’ha salvata dal ciclista.
Ana è ubriaca, si pente di aver bevuto e giura che non lo farà mai più. Ci vedo doppio, proprio come nei vecchi cartoni animati di Tom e Jerry. 

José il lupacchiotto esce a controllare che Ana stia bene e si trasforma in José il polpo. Avvinghia l’amica e non vuole mollarla, facendo la figura del maniaco sessuale che me lo fa scadere davvero tanto. Era meglio quando faceva lo scendiletto.
«José, che stai facendo?»
«Lo sai che mi piaci, Ana.»  […]
“Oh, accidenti, vuole baciarmi.”
«No, José, smettila… no.» Lo spingo via, ma lui è una parete di muscoli, e non riesco a spostarlo di un millimetro. La sua mano è scivolata tra i miei capelli, e mi tiene ferma.
«Per favore, Ana, cariño» mi sussurra contro le labbra.
«José, no» lo supplico. “Non voglio.” Sei il mio amico, e sento che sto per vomitare.
«Mi sembra che la signora abbia detto no» mormora una voce emersa dal buio. Oddio! Christian Grey è qui.
TANANANAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

Christian Grey arriva come paladino della giustizia in tutta la sua grigitudine a salvare Ana da Octopus

Edward e Jacob (massì, dai, tanto avete capito) si guardano in cagnesco mentre Ana vomita sul marciapiede come una vera dama dei romanzi inglesi che tanto le piacciono. E qui già si capisce chi è l’uomo giusto per lei dato che José si ritrae schifato mentre il paladino grigio della notte la scorta verso un’aiuola sopraelevata e, con una semplice frase, le dimostra tutto l’amore che già prova per lei: «Se vuoi vomitare di nuovo, fallo qui. Ti aiuto.»
(Datemi qualche istante per riprendermi dal rotolamento per terra)
Comunque lei vomita ancora… e ancora. Grigio le offre un fazzoletto per pulirsi. Solo lui può avere un fazzoletto di stoffa, con le iniziali ricamate e fresco di bucato. Grey, ottimo direi!
Ana è (giustamente) imbarazzatissima. Lui tenta di consolarla:
«Ci siamo passati tutti, magari non in modo così spettacolare» dice lui seccamente. «Si tratta solo di conoscere i propri limiti. O meglio, io sono per spingere i limiti sempre più in là, ma in questo caso è davvero troppo. Ti comporti così di solito?»
Manco avesse cavalcato un cinghiale in mezzo all’autostrada!
Lui si offre di portarla a casa, lei dice che vuole prima avvertire l’amica, ma Grey ha già sguinzagliato un fratello ad occuparsi della cosa. Quest’uomo ha galoppini ovunque. Gli escono dagli orifizi come i soldi?
Comunque… lui ammette di aver rintracciato la sua chiamata, l’onnipresente vocina interiore di Ana pensa che sia uno stalker… e ha ragione! Grey, con aria di sufficienza, le concede di andare da Kate a rassicurarla. Poiché che la nazi-amica sta ballando, Grigio tiene impegnata Ana obbligandola a bere dell’acqua, come un buon papà. E non un sorso: tutta! Lei obbedisce e poi viene trascinata in pista da un uomo che la deve tenere in piedi perché la porella sta per svenire. Noi tutte immagineremmo Grey come un ballerino coi fiocchi, sexy e coordinato e invece… invece è proprio così. Secondo voi il signor Grigio potrà mai essere una capra con quattro zampe sinistre? Giammai!
Nel frattempo Kate sta ballando il tuca tuca col fratello di Grey.
Come una persona normale si sarebbe immaginata, far ballare una ragazza alla prima sbronza che ha appena vomitato l’anima e che stava per svenire non è l’idea migliore e Ana cade di faccia sul pavimento. L’esclamazione che chiude questo mirabolante capitolo viene direttamente dal suo cavaliere, che probabilmente contava di farla piroettare alla Dirty Dancing per ore e ore: «Cazzo!».

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50 sfumature di buio

Son tornata ieri dalle vacanze.
Sì, mi son portata dietro il “libro” che ho iniziato a commentare, ma non l’ho più continuato avendo trovato letture decisamente più interessanti.
Qualche fumetto su Wolverine e Il buio oltre la siepe sono stati un passatempo senza dubbio migliore. Quel libro è davvero bello: l’ambientazione è molto suggestiva, la storia accattivante, le scene emozionanti, il punto di vista interessante e piacevole. Come si fa a non adorare quella nocciolina di Scout Finch? Il mondo dei bambini e quello degli adulti visti attraverso i suoi occhi. E mai niente è più grande di lei 🙂
Non mi azzardo a “recensire” un libro premio Pulitzer, ma sono entusiasta della lettura. Ergo: consigliato!

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Buonsalve!
Domani parto per le vacanze. Mi porterò via questo meravigghioso capolavoro, magari andrò avanti a leggerlo e a prender nota di alcuni pezzi salienti.
Buone vacanze ai lettori partiranno! Tenete duro, voi che state a casa! Fate i bravi e leggete qualcosa di più interessante di Cinquanta sfumature di grigio.
“Ma se proprio non ti piace perché tu continui a leggerlo?” magari vi chiederete. Mah, è come coi film horror-trash: sai che sono orrendi, ma li guardi per divertirti 🙂

3) Ammmòre è tenersi per mano

Dove eravamo rimasti? Giusto! Ana è così a disagio con Christian che praticamente lo invita a fare un servizio fotografico. La signorina Steele riferisce alla sua coinquilina dell’incontro (e Kate è abbastanza sveglia da capire che Grigio non è passato in quella ferramenta per caso) e dell’accordo per gli scatti da corredare all’articolo; ovviamente è d’accordo sulle foto. La domanda è solo chi le farà e dove. A questo punto è evidente a noi tutti perché José/Jacob abbia la passione per la fotografia.
Ana si ritrova quindi a riflettere sul fatto che lei non si fila gente normale come José o Paul perché Paul ha la bellezza del tipico ragazzone americano della porta accanto, ma non è un eroe letterario, neanche con uno sforzo di fantasia. Secondo me Ana ha assimilato le cose sbagliate dei romanzi classici inglesi. Grey sarà pure misterioso (e ricco ricchissimo riccherrimo), ma te la fa pesare ‘sta cosa con le sue occhiate da uomo che crede di sapere tutto. Ma per piacere!
La versione nazi di Kate convince brutalmente José a far quelle foto. Ana chiama al telefono il suo uomo dal sorriso da sfinge. La cosa la mette in tremenda agitazione: Sono emozionata e ansimante, come se fossi una bambina, anziché una donna adulta che può votare e bere alcolici nello Stato di Washington. Tu sì che sei una vera donna!
Grigio e Acciaio si danno appuntamento in un albergo cioè-troppo-figo (quello dove dorme Lui) per fare il servizio. Grey fa il suo ingresso trionfale a rallenty (accompagnato da un segretario-cagnolino con gli occhi nocciola) in tutta la sua gnocchitudine, sempre vestito in grigio e coi capelli ancora bagnati. Perché c’è chi può e chi non può e lui può!

Ingresso a rallenty di Grigio coi capelli umidi, circondato da segretarie bionde (e non solo) e galoppini con gli occhi color nocciola

Un’altra stretta di mano che fa tremare le ginocchia ad Ana e poi c’è un appassionantissimo photoshoot di Grigio seduto e di Grigio in piedi con Nazi-Kate dirige tutto a suon di frusta scoccata nell’aria. Alla fine, la quintessenza della bellezza maschile mozzafiato invita Ana a prendere un caffé. Il cuore mi balza in gola. Un appuntamento? “Christian Grey mi sta chiedendo di uscire con lui.” Mi ha domandato se voglio un caffè. “Forse pensa che non ti sei ancora svegliata del tutto.” Questa è la pare mentale più idiota che abbia mai letto… [Piccola parentesi. Mi chiedo… se è una narrazione in prima persona e quindi tutto dal punto di vista della protagonista ha senso mettere alcuni pensieri fra virgolette? Non è tutto un pensiero? Vabbé…] Ana è titubante perché dovrebbe riaccompagnare a casa l’amica-dittatrice, il fotografo-zerbino e il collaboratore-a-caso. Al che Grey fa un fischio e il cagnolino dagli occhi nocciola arriva di corsa scodinzolando, pronto ad obbedire a ogni “seduto”, “cuccia” o “porta a casa quei tizi” del padrone. Ana è completamente inebetita, del tutto incapace di intendere e di volere perché Grey è troppo manzo per essere vero… cosa tipica delle fanfiction (cosa che, per carità, è capitato di scrivere pure a me, ma senza la pretesa di essere pubblicata). Alla fine accetta di andare a quell’appuntamento ed è così eccitata da pensare: “Sto per bere un caffè con Christian Grey… e io detesto il caffè.” Mai dire no a Grey, potrebbe scudisciarti se lo deludi dicendo che non ami il caffè.
Mentre vanno verso la caffetteria fanno conversazione. Qualcosa come:
«Da quanto tempo conosce Katherine Kavanagh?»
Ecco una domanda facile per rompere il ghiaccio.
«Dal nostro primo anno all’università. È una buona amica.»
«Mmh» fa lui, evasivo.
Ma un bel vaffanculo? Che reazione è “mmh”? Perché mi hai riferito questo dettaglio fondamentale?
Eccitato da una coppietta che stava pomiciando in ascensore, Grigio prende la mano a Ana e non la molla fino al bar. Lei è una scolaretta in estasi, nessuna mai l’ha tenuta per mano, ha brividi in ogni dove.

È Ammmòre vero!

Giunti al tavolo si preparano per le ordinazioni. Grazie al cielo lei ordina un the e non un caffé da ingurgitare a forza. No, devo deludervi, non prende un Earl Grey. Al sentire che lei evita un caffè lui alza le sopracciglia. Peccato, mi ero affezionata al suo gesto caratteristico del piegare la testa. Non lo fa più da un po’ 😦
Lei si chiede come sia possibile che un adone sicuro di sé come lui, che è troppo figo anche nel togliere la carta da un muffin, possa essere seduta di fronte ad una donna che è a stento capace di andare dal punto A al punto B senza cadere lunga distesa. Sebbene, abbiamo appurato, lei questo non abbia ancora imparato a farlo.
Grey si mette ad interrogare Ana, le pone quella domanda che il mio ragazzo mi faceva nei primi tempi e che io (da persona abbastanza introversa) odiavo: «A cosa sta pensando?» Dato che lei non risponde, insiste maniacalmente, per poi partire con un terzo grado sugli uomini che le ha visto attorno per appurare che non ci siano legami sentimentali (anche Ana, più tardi, avrà un guizzo di gelosia del tutto immotivato per Grey nei confronti di Kate). Ana confessa di essere intimidita da lui e, per tranquillizzarla, Grey le dice di non abbassare lo sguardo così che possa scrutarla fin dentro all’anima. A casaccio lei gli chiede: «Perché non mi ha chiesto di chiamarla per nome?» dato che lui si è più volte rivolta a lei chiamandola Anastasia. La risposta è che lo fanno solo i familiari e gli amici stretti. Al che, Ana pensa: Oh. Non ha ancora detto: “Chiamami Christian”. È un maniaco del controllo, non uno stronzo che pensa di essere in diritto di chiamarti a suo piacimento senza dover ricambiare. E tu stai lì a sbavare per lui!
Grigio torna al suo terzo grado che al primo appuntamento è proprio fuori luogo (soprattutto se la conversazione è unidirezionale). È dall’inizio della storia che la studia come fosse una cavia da laboratorio, che soppesa ogni sua risposta e atteggiamento con movimenti di sopracciglia, fronti aggrottate e sguardi concentrati. Poco ci manca che prenda appunti. Tutte le volte che lei prova a star vaga lui insiste perché ha deciso che deve scassarle l’anima.
«Mi racconti dei suoi genitori.» Fai il terapista?
E perché mai? Brava! Finalmente! Che si faccia gli affari suoi! È una noia mortale. NON È QUESTO IL PUNTO!!! È un caso perso… Fatto sta che Grey alla fine sa tutto sulla famiglia di lei: quantità e nome dei mariti della madre, tipi di rapporti, indirizzi, numero di previdenza sociale, ecc. Al contrario, appena ne ha l’occasione, Grigio svicola dalle domande su di sé per rigirarle alla povera inebetita e spulciare ancor meglio la sua vita. Ana prova anche a dirsi che “Davvero, non sono affari suoi”, ma poi rivela tutto, manco fosse sotto dominate. Quando gli dice che le piacerebbe andare in Inghilterra lui china la testa di lato! È tornato, con mia somma gioia, il movimento ufficiale di Grigio!!! 😀
Finalmente si conclude quell’incontro davvero imbarazzante e fastidioso (e io l’ho solo letto, manco l’avessi vissuto), i due si devono avviare verso l’auto di lei. Lui fa quel suo strano sorriso che sembra voler dire: “Ho un segreto scottante e non lo rivelo a nessuno”. Sì, la sua solita faccia da schiaffi. Però, amico, non sei Rick Castle, quindi piantala di fare il figo! Dopo che Grey confessa di non essere un tipo da fidanzate (e di conseguenza lei pensa un’altra volta che sia gay), Ana viene quasi investita da un ciclista e Grigio la prende al volo salvandola dall’ennesima caduta.

La James era indecisa fra un incidente in bicicletta o uno più tradizionale con l’auto  come in Twilight in cui Grey avrebbe fermato la macchina assassina con la sola forza del suo pene

Mentre Ana è fra le braccia di Edward… o di Grey che di si voglia… lo sniffa a fondo entrando in uno stato di estasi che manco Santa Teresa! Per accertarsi che miss Steele stia bene, Chris le palpeggia il viso, studiandone i dettagli come farebbe un non vedente e succede qualcosa di straordinario; per la prima volta in ventun anni, Ana ha voglia di essere baciata. Ha voglia di sentire quella bocca sulla sua. Wow! Non siete eccitati per lei!

Purtroppo (LOL) il terzo capitolo termina lasciandoci in sospeso e pieni di domande su quello che succederà fra i due. Si baceranno? Andranno a casa assieme? Un tir passerà e li investirà? Per ora dovremo rimanere con l’interrogativo. Non so se riusciremo a resistere senza andare a cercare il capitolo successivo…
Per riempire l’attesa, guardatevi questo finto spot pubblicitario sul libro.

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