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Archive for maggio 2012

FAQ – Castle

Tempo fa avevo pubblicato un post in cui ho citato le più curiose e/o frequenti ricerche tramite cui la gente finisce sul mio blog.  La maggior parte delle digitazioni sono riferite a Castle e Doctor Who (con attori annessi e connessi), ma anche il mio commento in seguito al primo terremoto di quest’anno torna in auge ogni volta che c’è una nuova scossa.

Ho deciso, in relazione alle ricerche del pubblico italiano e internazionale, di copiare qui delle info di base su Castle, così che sia tutto più accessibile.

Castle – Detective fra le righe è una serie tv statunitense creata da Andrew Marlowe che va in onda sulla rete ABC il lunedì sera alle 10 (in Italia il martedì su FOX life, o su Rai2). La prima puntata è andata in onda il 9 marzo 2009.
Attualmente negli USA si è conclusa la quarta stagione, a settembre andrà in onda la quinta. In Italia stanno trasmettendo la quarta serie su FOX life.

Qui qualche accenno di trama (vedi Wikipedia), in pratica si parla del primo episodio, Flowers for your grave, Fiori per la tua tomba.

New York. Richard Castle, un famoso ed acclamato scrittore di gialli, viene contattato dal NYPD (Dipartimento di polizia di New York) per aiutare la detective Kate Beckett a risolvere un caso di omicidio che sembra copiato dalla trama di un suo romanzo. Collaborando, i due riescono a risolvere il caso e, galvanizzato dall’esperienza, Castle – che ha deciso di chiudere con Derrick Storm, uno dei suoi personaggi più riusciti, ed è quindi in cerca di nuove ispirazioni – ha l’idea di chiedere all’amico sindaco il permesso di affiancare la detective Beckett in pianta stabile come consulente della polizia, e di seguire i suoi casi, rendendosi spesso decisivo per la loro soluzione.

Allo stesso tempo, Castle decide di prendere a modello proprio la detective per creare la nuova protagonista dei suoi romanzi, Nikki Heat; questa cosa inizia ben presto ad infastidire Kate, sia perché tutti tendono a confonderla con Nikki, sia per il fatto che la sua alter ego nei romanzi ha una relazione piuttosto torrida con l’alter ego di Castle.

La squadra della omicidi con cui Castle inizia a collaborare è composta, oltre che dalla Detective Beckett, anche dai Detective Ryan ed Esposito, guidati dal Capitano Roy Montgomery.

La “sigla” è accompagnata dalla voce fuori campo di Castle che recita:

There are two kind of folks who sit around thinking about how to kill people: psychopaths and mystery writers. I’m the kind who’s paid better. Who am I? I’m Rick Castle.

Ci sono due categorie di persone che pensano a come uccidere la gente: gli psicopatici e gli scrittori di gialli. La mia è quella che rende di più. Chi sono? Sono Rick Castle.

CAST:

Una domanda che ho trovato più spesso riguarda i cosiddetti Stanathan. Ovvero… Stana Katic e Nathan Fillion (i due protagonisti) sono insieme nella vita reale? La risposta è “no”. O per lo meno non apparentemente. Non ci sono indizi in questa direzione, se non una certa alchimia tra i due visibile sullo schermo e dichiarata anche dagli attori. Ma in fondo… che facciano un po’ quel che gli pare ;P
Nessuno dei due ha figli, nessuno dei due è sposato, sono entrambi canadesi, li trovate su twitter.

Se avete delle domande specifiche sulla serie chiedete! 😉
Per ora non rispondo agli interrogativi come: “Beckett è morta?” o “Rick e Kate si baciano?”

Consiglio di passare su questo sito, pieno di informazioni e curiosità! Castletv.it

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Articolo tratto da Best Movie.

In Le Creature Selvagge l’infanzia è un territorio dalla morfogenesi tumultuosa e incostante, uno scoglio inquieto e senza faro. In bilico su questo spigolo malfermo Max tenta affannosamente l’orizzonte col suo cuore di undicenne, alla ricerca di un lembo di terraferma, ma i punti di riferimento latitano: il padre è assente, la madre, che pure lo ama teneramente, è sovraimpegnata e la sorella maggiore è tenuta a distanza dall’empito dell’adolescenza. Sopraffatto dal senso di abbandono, Max sfoga con rabbia il suo malessere, fino alla sera in cui, a seguito di un violento litigio con la madre, scappa di casa e si imbarca in un viaggio irreale attraverso il mare.
Dopo un tempo indefinito approda su una terra dalla geografia improbabile, un puzzle di scogliere a strapiombo sull’oceano, deserti di dune sabbiose e giungle lussureggianti: sono i lidi della sua anima, popolata da enormi pupazzi antropomorfi dal volto ferino, creature ambigue che se da un lato incutono timore per il loro aspetto bizzarro e l’imperscrutabilità delle loro intenzioni ultime, dall’altro suscitano tenerezza perché nel loro intimo sembra albergare un animo fanciullesco, privo di autonomia ed indipendenza di giudizio.
Nel maldestro tentativo di non essere sopraffatto, Max si improvvisa loro re e si impegna a liberarle per sempre dalla tristezza e dalla solitudine.
La sceneggiatura di Spike Jonze e Dave Eggers esplode le poche pagine del libro illustrato di Maurice Sendak in un universo credibilmente fantastico, in cui l’allegoria si veste di fresche invenzioni narrative, come la suggestiva rivisitazione della gestazione e nascita del protagonista o gli originali rifugi assemblati con rami intrecciati che restituiscono la percezione di una matrice organica anche in quei manufatti artificiali.
Tuttavia, anche se narra la storia di un bambino, Nel paese delle creature selvagge non è un film per bambini.
Intendiamoci, la pellicola è un gioiellino, un’opera d’arte che mette in scena i sentimenti con delicatezza e pudore accarezzando ruvidamente la fantasia, ma proprio per questa sua sofisticata leggerezza mal si adatta ad essere decodificata da un pubblico di giovanissimi. Il ritmo narrativo dilatato, la fotografia desaturata dei colori primari (quasi virata al seppia) e il messaggio ricco di sfumature (ci si può ritirare in sé stessi solo per breve tempo, poi bisogna aprirsi agli altri, pena la morte interiore) rendono la pellicola scarsamente appetibile per i più piccoli.
Mio figlio Riccardo (6 anni il prossimo ottobre) ha seguito tutta quanta la storia però ad una ventina minuti dalla fine ha cominciato a dare segni di insofferenza. Mi ha ripetuto piú volte che non si stava annoiando ma era evidente che il film stava mettendo a dura prova la sua capacità di attenzione, tanto che nei giorni successivi non ne ha piú fatto parola, a conferma che non l’ha apprezzato se non a livello superficiale. A lui è piaciuta soprattutto la sequenza in cui Carol, una delle creature, mostra al protagonista una specie di modellino che riproduce l’isola come lui avrebbe voluto che fosse.
Tra le altre cose, durante la visione ho chiesto piú volte a Riccardo: “Ma i mostri sono buoni o cattivi?”. Da principio ha azzardato che erano buoni, probabilmente perché gli sembravano degli enormi e innocui peluche, poi però quando circondano il protagonista con l’intenzione di mangiarselo si è corretto affermando che forse erano cattivi, per ritornare in seguito sui propri passi e ribadire che erano buoni. Da questo punto di vista il film risulta stimolante perché consente di confrontarsi sul significato della moralità (è una questione di azioni o di intenzioni?) senza presentare risposte preconfezionate.
Per certi versi la parabola narrativa di Max presenta vari punti di contatto con quella di Bastiano, il protagonista del libro (non del film!) La storia infinita. Entrambi i bambini si proiettano in un mondo fantastico per sfuggire a una situazione di disagio che vivono nel mondo reale dovuta alla spiacevole sensazione di non essere amati. In un primo tempo rinnegano la propria identità dichiarandosi sovrani di quel nuovo mondo, per rendersi conto alla fine che il loro vero desiderio non è tanto quello di essere amati quanto piuttosto di amare essi stessi in prima persona.
E sotto la spinta di questo profondo anelito tornano al loro mondo rigenerati e con una nuova consapevolezza di sé. Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta.

Articolo di Demis Biscaro

Che dire? In passato ho già parlato di questo film e ho detto quanto lo trovi bello. Ho riportato questa recensione perché mi è piaciuta molto e ho trovato diversi punti d’accordo. Interessante il fatto che abbiamo utilizzato la stesso riferimento sensoriale, la ruvidità. Ed è un concetto che è sorto spontaneo anche a me, senza averlo letto in qualche commento o recensione. Nel paese delle creature selvagge è un film ruvido.
E la domanda del figlio di chi ha scritto l’articolo è davvero uno degli interrogativi principali del film. I mostri sono buoni o cattivi? Parallelamente: Max è buono o cattivo? Max è Max.

Ancora una volta consiglio assolutamente questo film, ma ricordate che va visto nel modo giusto. Se vi aspettate un film per bambini, divertente, dal ritmo incalzante, la storia semplice, un protagonista carino, buono e simpatico… beh, non troverete niente del genere. Max è Max! Ma come si fa a non amarlo?

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Questa è una fanfiction con 300 recensioni. T.r.e.c.e.n.t.o.
Poveri noi!
Comunque godetevi questa recensione di Fastidious.

Fastidious Notes

Giacobine, giacobini, buonasera e ben ritrovati per un nuovo appuntamento con Fastidious Geographic. Sì, so che il mio ritardo nel portare sui vostri schermi questa nuova puntata è imperdonabile, ma cercate di capirmi: girare e montare tutto da sola richiede tempo. Non mi ero mai resa conto quando importante fosse l’aiuto della troupe finché Bear Grylls non ha fatto irruzione nella sala di registrazione dichiarando che erano tutti ricchi di proteine. Presumo sia un complimento, quindi mi sono assicurata che tale affermazione fosse incisa sulle lapidi; sono certa che vedove e orfani apprezzeranno.

Ma bando alla tristezza e passiamo subito al capolavoro di questa puntata: Uomo: Severus Piton. Donna: Hermione Granger, di fredlove. Sì, come titolo è insolito, ma si tratta di una doverosa precisazione: dopo aver visto certe cose i lettori si potrebbero anche confondere.

La ficcy, ci viene fatto sapere, si svolge due anni appena dopo la…

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The Avengers

Ieri ho visto The Avengers. Io amo Joss Whedon.

Scoppiata a ridere quando Thor ha chiesto a non ricordo chi “Vorresti il mio martello?”. Avendo la frase dell’immagine qua sotto in mente l’ho trovato molto comico.

Ditemi che c’è qualcuno che riesce a cogliere questo Jossover qua sotto, please!!!

Quando esce Much ado about nothing??? E Cabin in the woods??? Io amo Joss Whedon!!!

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Eccoci arrivati al 7 maggio (sì, ormai è l’8, ma LA data ufficiale è quella di ieri).
Season finale di Castle. Andato in onda stanotte. Il titolo è tutto un programma, Always. Un paio di spoiler che hanno superato il mio firewall hanno accresciuto l’ansia. Si prospetta una bomba e oggi non posso proprio attendere per farla esplodere (anche perché so che internet non me lo permetterebbe, troverai fan esagitati e sconvolti ovunque).
Quindi sto per iniziare a vedere l’ultimo episodio della quarta serie. Nella speranza che sia (quasi) all’altezza di quello dell’anno scorso.
E nella speranza che rinnovino la serie per una nuova stagione… e se, invece… no, meglio non pensarci…

SPOILERSPOILERSPOILERSPOILER

Oh, santo piffero… non ho ancora iniziato e già cresce l’ansia. Quando vedi l’immagine del ponte col logo con una tonalità diversa sai che qualcosa di grave sta accandendo…

00:54 A bombazza, ragazzi! A bombazza!

2:54 Non ho capito in che vuol joinarlo (un film) ma va benissimo!!! (pessimo presentimento)

7:00 Oh cacchio cacchio cacchio…

7:47 Ma che tenero 🙂

8:30 No, Beckett, no… :[ (sono molto preoccupata)

10:00 Ta ta taaaaaaa… momento fangirleggio! Ta ta taaaaa!!!

13:35 Ho tirato un pugno al mobile… dannazione, dannazione…

13:45 Man, this feels wrong. A chi lo dici, Kevin…
Va bene, Javi… hai ragione…

14:58 Si sta mettendo di mer**…

25:15 Che str***a Beckett. Non fare la str***a, Beckett!
Ma che c**** stai dicendo? Ma sei scema? Mi fai incaxxare non poco, Beckett! Più che dirti quello piangendo, che cacchio… oh, maledetta donna!!
Ma neanche gli risponde, ma… porca la vacca maledetta… Kate, grrrrrrrrrrrrrr…

30:50 Kevin, ti prego… fai qualcosa! Mancano 10 minuti…

35:38 Bravo Kevin, hai fatto proprio la cosa giusta…

36:40 Keep it. I resign. Che bomba!!!

36:47 No… non può essere. Andrew, stai cercando di farmelo credere da tutta la puntata, ma… NO!

39:18 Ti prego, ti prego, ti prego… mi sono messa in ginocchio… ti prego… NO!!!

39:40 NON FARLO PORCA M***A, NON FARLO!!!

40:12 AHAHAAAAAAAAAAAAAAAAAA! BOMBAAAAAAAAAAAAAA!!!

41:00 AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH Sto sperimentando le urla a bassa voce… AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!

41:40 Chettelodicoaffare??? “Smith” è fra virgolette…

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Ok, Marlowe ha fatto il suo gioco. Avevo avuto dei dubbi in proposito, ma ero in parte cascata nella rete. Niente rinnovo, discorsi di addio, rottura fra tutti i personaggi, senso di devastazione incombente in ogni scena. E poi… e poi conclusione da fanfiction… non so se potete immaginare la mia reazione 😄

Ce l’abbiamo fatta, fan! Il 7 maggio 2012 è la data! L’avevo detto all’inizio che era LA data!!!

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Ok, quel che si legge da qui in poi è stato scritto il giorno dopo, senza l’euforia/angoscia del momento. O quasi. Insomma… la scena finale e quella a casa di lei sono in replay costante 😄

Tiriamo le somme senza scrivere un altro post che non ce n’è bisogno. Scrivo da fan, quindi i non-fan non potranno cogliere tutto (d’altro canto, credo che i non-fan non leggeranno neppure il post).

La puntata non è stata sconvolgente come l’anno scorso, ma sarebbe stato quasi impossibile. In Knockout c’è stato proprio un crollo di tutto (stravolgimento delle condizioni che si è notato anche in Rise)… Il coinvolgimento di Montgomery è stato un twist incredibile (per lo meno per me). La sua morte, oltre a suscitare tristezza e nostalgia, ha portato anche ad un cambio di Capitano, con l’introduzione di Iron Gates, un bel personaggio forte, ma poco amichevole. Beckett che viene colpita da un cecchino proprio al funerale di Monty è stato sconvolgente. Quell’I love you, Kate sussurrato appena prima che lei perdesse conoscenza è stata un bomba. Altrettanto esplosivo (ma più prevedibile) il fatto che Beckett abbia finto di non ricordare nulla al risveglio.
Ok, ho parlato di Knockout e Rise insieme, ma gli stessi titoli fanno vedere quanto siano legati i due episodi (qualcuno uccida la persona che ha tradotto il nome della 4×01 in Di nuovo amici).

Always non ha avuto lo stesso numero di colpi di scena, non ha sconvolto davvero, ma ha coinvolto indubbiamente. Per tutto il tempo (complice il fatto che non c’è stato ancora il rinnovo ufficiale da parte della ABC) ho avuto il piccolo timore che avremmo corso il rischio di veder tutto concluso. La puntata inizia con Beckett che accetta di uscire con Castle (Actually I’d love to)… troppo positiva questa cosa. Poi, pian piano, c’è questo senso di “si sta mettendo davvero male” che accompagna la visione. Beckett si dimette. Come può esserci Castle se Beckett non è una detective del Dodicesimo?!?!?! E il discorso di Alexis per il diploma: un perfetto discorso di addio. Se non fosse che… no, non possiamo credere che una serie si concluda con tutti questi attriti e queste faccende in sospeso. Non possiamo credere che sia così deludente questa puntata… è successo poco, non abbiamo scoperto nulla. In Knockout c’è stato di tutto… e qui? So che i finali di stagione devono lasciare in sospeso, ma questo è diverso…
Però non è finita. Gli ultimi tre minuti sono quello che aspettavamo. In una situazione assolutamente da fanfiction/cliché, Kate arriva alla porta di Castle e lo bacia senza preavviso. E… ebbene sì, ce l’abbiamo fatta!
Quante volte Stana aveva detto che Kate era pronta? Che avrebbe semplicemente dovuto prenderlo per il colletto e darci dentro fino a fare dei bambini.
Non avremo dei bambini, ma… la shipper n°1 ci ha dato quello che tutti attendevamo! 😀
Beckett ci ha fatto penare, soffrire, l’abbiamo anche insultata. Ma non aveva capito. Sembrava, in questa quarta stagione, che avesse compreso di amare Castle, in realtà aveva solo dedotto che lui era molto importante per lei… ma non QUANTO. Solo con un altro cliché (“sto per morire”) si è resa conto che the most importan thing in my life non è più solo il caso di sua madre, ma lui, che per quattro anni gli ha scodinzolato intorno, gli ha portato il caffè, le ha rotto l’anima. Alleluia!

E non importa se Kate si è licenziata, se Esposito è stato sospeso e ce l’ha a morte con Ryan per averlo “tradito”. Non importa che il cecchino abbia trovato il signor Smith e che abbia dichiarato di voler far fuori a tutti i costi Beckett. Non ce ne frega nulla. Loro stanno insieme!

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