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Archive for the ‘fumetti’ Category

Axe Cop

Axe CopQuesto fumetto è fuori di testa. Spettacolare.

 

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Natale a fumetti

X-Men, Peanuts, Zerocalcare

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Wolverine

È un caldo pomeriggio di luglio quando la bimba-Laura e Claudietto oziano placidamente nella cameretta di lui.
«Mi presti qualche fumetto di supereroi?» chiede la bimba-Laura al suo fidanzatino.
«Va bene» risponde il bimbo. «Quali vuoi?»
«Un Batman» propone la bimba-Laura, pensando al personaggio che tanto appassiona il suo cognatino e che sta impegnando il suo ragazzo in un videogioco. «Un Wolverine» dato che a Laura piace da quando ha visto i film. «E un’Elektra» perché è il supereroe preferito di Kate Beckett.
«Elektra?» domanda scettico Claudietto, che non apprezza particolarmente il personaggio.
«Ma sì, voglio darle una chance».
«Guarda che il Wolverine dei fumetti non è come nei film» mi spiega, come se non mi fosse già stato detto e ridetto che nella versione cartacea è un nanerottolo più largo che alto, buzzurro e peloso.
«Lo so, voglio leggerlo lo stesso». La bimba-Laura è un po’ bimbaminkia dentro, ma mica al 100%. Il bellocci biondi e sbarbati non sono il suo genere, preferisce il maschio un po’ buzzurro.
«Ok» dice Claudietto, recuperando tre fumetti comperati in edicola quando li ha fatti uscire Repubblica.
«Questo Batman è molto bello» afferma il bimbo. Meno male, sennò non ha senso darmi proprio quello data la marea di fumetti di Batman stipati negli armati del cognatino.
In qualche giorno la bimba-Laura legge i fumetti rubando tempo al suo sonno notturno e allo studio per la presentazione della tesi.*

Conclusioni:
1) le pare mentali di Batman sui suoi genitori hanno un po’ asciugato. Sono morti da vent’anni, fattene una ragione!
2) Elektra non mi convince. La conoscevo solo dal (brutto) film di Daredevil e ora sono ancora meno invogliata a guardare quello su di lei.
3) Wolverine… è troppo figo!

Wolverine iPad portrait by *joverine

Quando nel 2000 è uscito il film degli X-Men non sapevo nulla di questi supereroi. Avrò avuto quattordici anni quando ho conosciuto il Wolverine di Hugh Jackman e mi è piaciuto subito. A distanza di 12 anni mi sono avvicinata anche alla versione a fumetti (anche se avevo già letto qualcosina degli X-Men durante l’adolescenza) e…
Bene.
Mi sono fatta prestare altri due albi.
Ora ne voglio altri.
Domani magari vado a comprarne.
Alla bimba-Laura Wolverine piace un botto!

Sono assolutamente niubba dell’argomento, ma consiglio “La fratellanza” e “Nemico pubblico”.

Comunque… sono le 11 di sera passate. Andrò a letto e mi leggerò un po’ di “Origini”, che è un must e nella mia ignoranza lo so pure io.
‘Notte!

*Sì, perché la bimba-Laura ha 25 anni.

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Zombie!

Mi piacciono gli zombie. Non quelli di Romero (insultatemi quanto volete, ma abbiamo provato a vedere il film del ’78 e ci è sembrato assurdo. Comunque gli darò una seconda chance), ma varie versioni moderne.

The walking dead, 28 giorni dopo, REC, Benvenuti a Zombieland, Shaun of the dead, Dead set… vedere i non morti che invadono la Terra mi fa piacere. C’è chi si chiede perché? Lo stesso Castle (che, come è vagamente intuibile, è un personaggio che tengo d’occhio con assiduità) si è posto la domanda:

Being a fan of zombie lore, I get it. But what’s the appeal of being a zombie? Like look at this guy. Who would want to be alive in a decayed, mindless state? Being a vampire, that I understand. That’s the romantic route to immortality. The gentleman’s monster, as it were.

I vampiri hanno un po’ asciugato (e io gioco saltuariamente a La Masquerade). Tutte quelle pare mentali sempre uguali, sentite e risentite sulla sofferenza di vedere i tuoi cari morire mentre tu sopravvivi, l’angoscia provocata dal sapere di essersi trasformato in un omicida succhiasangue che dovrà vivere nell’ombra… beh, se non nell’ombra, nella notte…

Ora la mia attenzione si è spostata sui non-morti. Il fascino che trovo non è tanto in quello che sono loro, ma in quello che accada in chi li deve affrontare. Diciamolo, lo zombie è un mostro ignorante, che non necessita di alcun approfondimento pissicologico. Tutto quello che fanno è vagare in cerca di nutrimento e uccidere per mangiare. Stop.
Il focus di attenzione si sposta su ciò che tocca affrontare a chi è ancora normale. Non mi metto a star dietro alle storie di tutti gli zombie che ci sono, non è un cattivo singolo, è una massa (tranne in alcuni casi, come la tizia tagliata a metà accanto alla bicicletta nel pilot di TWD)… mi interessa sapere cosa farà Tizio per sopravvivere, quanta umanità sarà disposta a sacrificare, quanto coraggio saprà dimostrare, quanta forza d’amico mostrerà. Nella situazione di apocalisse zombie si formano dei gruppi eterogenei di individui ed è affascinante vedere come interagiscono tra di loro, oltre che nei confronti del “male comune”. Questo è uno dei motivi per cui adoro The Walking Dead (anche se la seconda serie è stata trascinata un po’ troppo).

Lo zombie lo voglio ignorante e stupido. Tempo fa avevo fatto una tabella a proposito delle variabili che mi interessano. Eccola qui.

Velocità Media Non centometristi come in Dead Set, né velocità lumaca sennò mi passa la voglia.
Intelligenza Stupidi Braaaaains! Erranti che si fanno guidare dai rumori e dagli odori. Quel che cercano è nutrimento.
Origine Chimica/biologica Una qualche infezione strana o degli esperimenti andati male. Non riti voodoo, maledizioni…
Provenienza Laboratori Non mi interessa vederli uscire dalle tombe.
Infezione Morso o graffio Non per via aerea. Ho ancora dei dubbi circa il sangue di zombie negli occhi.
Uccisione Colpo in testa Quel che tiene in non-vita uno zombie è il cervello. Una mano ambulante no, un mezzo busto che striscia sì. Bisogna disattivare il cervello!

E voi? Come li volete gli zombie? 😉

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Hanno selezionato un mio disegno per i “Castle Fan Awards” e ovviamente ne sono felice 🙂
Anche perché non sapevo neppure  di essere in lista… hanno fatto tutto loro e mi hanno poi avvisato di essere fra i finalisti. XD

Se vi piace e vi va di votarmi il mio lavoro è “Castle meets The Walking Dead”, categoria “Art, C3 Best Cartoon or Animation http://castlefans.org/vote-art/1940
Un po’ un pastrocchio, ma sono comunque soddisfatta.

Grazie a chi mi aiuterà. Sto competendo con una i cui lavori sono ormai di fama mondiale su tumblr/facebook/ecc. quindi speranze ne ho pocherrime, ma comunque è divertente partecipare 🙂
Date un’occhiata a tutte le categorie se vi piace Castle 😉

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Oggi mi sono arrivati dagli Stati Uniti i fumetti che ho comprato su Amazon! Weeeee!
Due sulla serie Firefly e uno di Doctor Horrible. In più ho finito di coffcoffscaricarecoffcoff le serie di Castle (in formato 720p)!
In pratica today it’s a very Fillion-Whedon day!!!

Ho già letto Doctor Horrible ed è proprio carino, illustrato da diversi disegnatori, in stile comico, belle immagini. Divertente 🙂

Ho letto anche l’introduzione a Serenity: those left behind, scritta da Nathan Fillion. Che come sempre si dimostra un adorabile geek!

When I was very young, before I could read, I remember being interested in comic books. Our bedtime was not negotiable, but we could delay “lights out” for another half hour if we read anything. I mostly looked at the pictures; I could make out “a” and “the,” and then simply tried to piece together a story. I could tell that Jughead liked to eat, Archie was broke, Betty was nice, and Veronica was mean. There are only so many times you can read the same ones, though, so my dad would take my brother and me to Whyte Avenue. Not too far down from Uncle Albert’s Pancake House (burned down since then) was the Wee Book Inn, a store that had an odor bit like someone’s grandmother’s house. Not mine, but someone’s. I remember the dirty orange carpet, frayed and ragged. The wooden shelves were tall and packed with worn covers of books read many times over. Pages were yellowed and paperbacks has arched spines like old sway-backed horses. It was an old-folks’ home for secondhand books, with that smell of old newsprint and slightly musty wood. There were stacks of magazines with fat, contented cats sleeping on them that you could pet without fear of being scratched. If ever there was a mystical “Ye Olde Magic Shoppe” in my life, this was it. It was a trading post for old books, and more importantly, comics. My dad would have us bring all the comics we could bear to part with, and we would watch as the clerk would shuffle through them, calculating their value. I felt as though I was in the days of the Klondike, come down from my claim in the hills and waiting for the assayer to separate the fool’s gold from the real thing. His appraisal would determine how many secondhand comics we could walk away with. Always fewer than what we came in with, but my Pops would pull out his wallet, careful to make sure we never left with a smaller stack. Comics were our treasure, our booty, and we would rush up to our rooms and file them away carefully on our very own spinning comic rack.

Soon, Archie, Dot, and Richie Rich gave way to Spider-Man, Captain America, X-Men, and Alpha Flight (Canada’s very own super team). Now, around this time, my memories blur a bit, but what I remember is this— I wanted to be a superhero. My brain was constantly calculating my super moves, my super costume, what powers I would have, how I would use them, and with whom I would share my incredible secret. My brother was in, my parents were out— lest they force me to use my newfound abilities on chores. There were, however, no radioactive spiders available to me, no toxic waste sites, and I found out very quickly, despite my brother’s urging, that jumping off the garage roof with two kites to sweep over the neighborhood didn’t work. When the price of comics increased, so did my interest in girls and cars, and my treasure was relegated to the darkness of the crawlspace of our house, carefully packed in plastic bags and taped twice, not once. My desire to be a superhero, however, never abated. I couldn’t help but think about how being able to fly and being bulletproof would help me in any endeavor I chose.

And then there was Joss. I met him in a small, dimly lit office, where he regaled me with tales of adventure, swashbuckling, shooting, spaceships, and narrow escapes. Um, where do I sign? He gave me a new identity, a costume, a gun, and a long brown duster for a cape. I remember that meeting so well; it was like a superhero “origin” issue. I remember Joss looking at Polaroid photos of my first costume fitting, holding up the one with the duster and gun saying, “Action figure, anyone?”

Never in my wildest. Like some sort of super-team benefactor, Joss made superheroes out of all of us, complete with a super-hideout spaceship. During filming, we’d all retreat to our dressing room trailers and emerge like Supermen with our alter egos. The boots, the suspenders, gun holstered low on my hip…with a flick and a spin of that wicked awesome coat over my shoulders, I became someone else.

So, I guess the message I want to leave you with is this: What you hold in your hand is not just a comic. It is much more. It is a handbook. It is a guide. It is reference material for when you become a superhero, all you have to do is want it badly enough, and comics are the fuel to that fire.

Incidentally, you hold in your hand my favorite (favourite for Canadians)…comic…ever. Dark Horse and our cover artists have given us a great introduction to Joss’ world of comic action heroes. They amazed us from the first issue, packed with shooting, crashing, punching, and splatting. Thank you, everyone. I’ll be placing this series in my comic book rack, just as soon as I get this home. It will be wrapped and double-taped.

NATHAN FILLION

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2 Ottobre 1950
I Peanuts iniziano la loro storia, che durerà cinquant’anni. Ogni giorno una striscia. Ogni giorno una nocciolina. Ogni giorno una pillola di saggezza.

Io ADORO Schulz!

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