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Archive for febbraio 2012

Questa è finalmente una scelta facile. Dopo Matrix e prima di Nel paese delle creature selvagge ho avuto un altro film preferito e questo film è un musical. Bando alle ciance, si parla di:

Moulin Rouge! di Baz Luhrmann

Questo film mi ha travolta come il Tango di Roxanne trascina Christian in un circolo di disperazione. Non subito, la prima volta che l’ho visto, ma poco dopo. Sono rimasta abbagliata dalla genialità visiva di Luhrmann, che riesce a presentare un film così colorato e dinamico, così vivace e appassionante.
Non sono mai riuscita a capire le persone che piangono alla fine, quando Satine muore (non è un grande spoiler, viene annunciato all’inizio). Sarà anche che l’ho visto decine di volte, ma a quel punto del film io sono così travolta dalla musica, dalle immagini, dalle gag, che mi è impossibile emozionarmi molto in quella direzione. Questo film mi diverte un sacco, l’affetto nei suoi confronti gioca una bella parte, ma il ritmo che il regista riesce a dargli è fantastico. Una scena indicativa è quella con Orpheus in the underworld (The pitch) 😉
Passiamo ai dettagli che tutte le ragazzine amano esaltare di questo film: le voci dei protagonisti. Forse un esperto di arte canora avrebbe da dissentire, ma per una profana come me sono splendide. Questo è il film che mi ha fatto innamorare di Ewan McGregor. Nicole Kidman invece è stonata è hanno modificato tutti in post-produzione (affermazione sarcastica… l’aveva detto seriamente una mia compagna di scuola e non perdo occasione per ridere di quest’affermazione). Ci sarebbero da citare le canzoni una ad una (avendo anche la colonna sonora non so quante volte le ho ascoltate), ma ho deciso che metterò un unico video con un brano che scelgo ora… Andrò sul classico, Elephant Love Medley (sorry per il formato sfalsato dell’immagine).

Devo scrivere la trama? Ok.
Parigi 1899. Christian è un giovane scrittore che è venuto a Parigi per farsi travolgere dall’atmosfera Bohémien che ricerca gli ideali di verità, bellezza, libertà e amore. Entra in contatto con il gruppetto di Toulouse-Lautrec che lo trascinano in un mondo di danza, colori, arte, amore libero e assezio. Una sera si recano al Moulin Rouge, un celebre locale di can can, perché Christian possa affascinare la stella del Moulin, Satine, e la convinca a chiedere al suo capo (Zidler) un finanziamento per produrre la commedia bohémien che stanno preparando. Nel frattempo Zidler ha invitato il Duca per chiedergli di finanziare la trasformazione del Moulin Rouge into a theatre! Tra uno scambio di identità, una “lettura di poesie” e dei balletti frenetici, Christian è preso per il Duca, scatta la scintilla e iniziano le danze…

Indicazioni per la visione:
Celebri canzoni di musica pop rivisitati e adattati.
Il film ha vinto un tot di premi, tra cui il Golden Globe per miglior film commedia o musicale e quello per la miglior attrice protagonista ed un’altra carrellata di vittorie e nomination anche per colonna sonora, costumi, trucco, sceneggiatura, montaggio…
I personaggio sono molto divertenti, le spalle piuttosto caricaturali, ma è in stile Luhrmann. Il regista è quello di Romeo+Giulietta e si vede.
The greatest thing you’ll ever learn is just to love and be loved in return.

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Film preferito in una lingua straniera. Credo che escluderò anche l’inglese, tanto tutti i film che ho scelto finora sono in quella lingua. Avevo già iniziato a preparare un post su un film tedesco, che quindi non citerò. Un film europeo che trovo favoloso è:

Il favoloso mondo di Amélie di  Jean-Pierre Jeunet

Protagonista indiscussa, Amélie Poulain, ragazza sognatrice innamorata delle piccole cose.

A Parigi la giovane Amélie (Audrey Tautou) lavora come cameriera in un caffè di Montmartre, il “Café des 2 Moulins”, e vede la propria vita trascorrere serena, tra una visita all’anziano padre vedovo e alcuni piacevoli passatempi (spezzare la crosta della crème brûlée col cucchiaino, far rimbalzare i sassi sul Canal Saint-Martin, immergere le dita nei legumi, ecc.) che riempiono la sua quotidianità.

Amélie si mette in testa di diventare una sorta di paladina, di aiutare le persone che le vivono attorno, anche senza conoscerle davvero. L’uomo di vetro, il bambino della scatola, l’assistente dell’ortolano, il padre, il non vedente, l’uomo delle fototessere… tutti questi personaggi entreranno nella vita di Amélie, chi solo di passaggio e chi più a lungo e lei cercherà di aiutarli in maniere uniche (il nano da giardino è un esempio). Scene da lucciconi, a parer mio, ma dipende dalla sensibilità personale. Amélie cerca di vivere tutto con profondità, di essere utile. I suoi film mentali sono fantastici!
Lo, so, sono stata un po’ vaga, ma non mi andava di rovinare la sorpresa.

Avevo pensato di mettere questo film anche quando si parlava di miglior colonna sonora, ma poi ho deciso di lasciarlo per oggi. Le musiche di Yann Tiersen sono bellissime, la fisarmonica è qualcosa di romantico perfetto per l’atmosfera sognatrice, colorata e un po’ retrò del film.

Indicazioni per la visione:
Ritengo questo film uno dei più belli che abbia visto.
Ha vinto 5 Oscar, tra cui gli importanti Miglior film straniero, Miglior sceneggiatura originale, Miglior fotografia.
E’ un po’ particolare, il regista Jeunet ha uno stile suo, ma io lo trovo… favoloso!

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Vediamo… ieri ho visto due film, ma entrambi erano già iniziati, quindi non per intero. Il primo è stato Il postino e il secondo The box*. Quindi… andando a ritroso fino a giovedì sera si arriva a… dannazione… avevo fatto un micro-post perché non ero in vena di recensione e ora devo ritirarlo in ballo qui?!?! Vabbè, facciamo il nostro dovere:

Quasi amici di Olivier Nakache e Eric Toledano

Il cartellone parla abbastanza da sé. Il film ha avuto un bel successo in Francia e qua al cinema hanno fatto una campagna pubblicitaria ai livelli di un filmone americano.

La vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un’impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. Diventa così l’elemento perturbatore in un ordine alto borghese fatto di regole e paletti, un portatore sano di vitalità e scurrilità che stringe un legame di sincera amicizia con il suo superiore, cambiandogli in meglio la vita.

Storia già vista, nessuno proverà a negarlo, ma questo non cambia il fatto che il film sia esilarante. Sono pochi i film che fanno ridere così di gusto al cinema. Complice un’offerta promozionale, la sala era piena e le ghignate diffuse.
Non ci credete? Un film su un paraplegico e un derelitto (come dice la trama che ho copiato) può far ridere così? Ebbene sì. Ci sono dei momenti più toccanti (fortunatamente, perché non è una storia ambientata a Fantasilandia), ma Driss è senza pietà (non senz’anima!) e quindi il suo essere sempre fuori luogo e apparentemente incerto sul da farsi (ma è proprio l’opposto. Rispetto a tutti i qualificati lui sa cosa va fatto) risulta spassoso per noi spettatori. La scena del concertino di compleanno è fantastica. La mia battuta preferita è quella dell’investire, ma non aggiungo altro…
Certo, un po’ un colpo al cuore vedere come un tizio a caso che in teoria non ha neanche le capacità comunemente richieste per la situazione riesca ad avere successo più di una serie di ragazzotti con un buon curriculum, anni di studio alle spalle e che hanno scelto quello come loro campo lavorativo. Mi sono sentita un po’ come loro ed è stato un altro colpetto alla mia bassa autostima. Forse, sotto questo aspetto, c’è stata poca considerazione per questi personaggi, che sembravano tutti inetti proprio per far spiccare l’insolita abilità di Driss. Che poi il messaggio sia che non basti un pezzo di carta a renderti bravo con le persone, lì siam tutti d’accordo…

Indicazioni per la visione:
Magari non guardate il trailer, ci sono un sacco di gag già svelate lì. Fanno ridere anche riviste al cinema, ma potendo evitare di togliersi la sorpresa, perché non farlo?
Buon divertimento!

*The box: Dato che ricordavo che samuaipaolo l’aveva citato per essere il film con la peggior trama e me lo sono ritrovato facendo zapping su Sky ho voluto vederlo… l’idea di base non è pessima (non originalissima, ma vabbé), ma non capisco perché ci abbiano infilato il sovrannaturale… Magari la prima mezz’ora di film che ho perso l’avrebbe giustificato (ah, no, ho letto ora la recensione intera, che avevo evitato per saltare spoiler, e noto che uno dei difetti che lui aveva sottolineato è proprio questo). Vabbuò, non tutte le ciambelle escono col buco.

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Le mie parole sono sassi,
precisi e aguzzi pronti da scagliare su facce vulnerabili e indifese;
Sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi
che accendono negli occhi infinite attese;
Sono gocce preziose, indimenticate,
a lungo spasimate, poi centellinate;
Sono frecce infuocate che il vento e la fortuna sanno inidrizzare;
Sono lampi dentro a un pozzo cupo e abbandonato,
un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato;
sono foglie cadute, promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate;
Sono note stonate,
su un foglio capitate per sbaglio, tracciate e poi dimenticate,
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire, lo ammetto
Strette tra i denti, passate e ricorrenti,
inaspettate, sentite o sognate
Le mie parole son capriole, palle di neve al sole,
razzi incandescenti prima di scoppiare;
Sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare,
piccoli divieti a cui disobbedire;
Sono andate a dormire
sorprese da un dolore profondo che non mi riesce di spiegare,
fanno come gli pare, si perdono al buio per poi ritornare;
Sono notti inteminate, scoppi di risate,
facce sovraesposte per il troppo sole;
Sono questo le parole, dolci o rancorose,
piene di rispetto oppure indecorose;
Sono mio padre e mia madre,
un bacio a testa prima del sonno, un altro prima di partire;
Le parole che ho detto e chissГ  quante ancora devono venire
Strette tra i denti, risparmiano i presenti,
immaginate, sentite o sognate,
spade fendenti,
al buio sospirate,
perdonate, da un palmo soffiate

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Ve lo giuro, io ci provo sempre. Mi impongo di farmi piacere i film di quel regista; sono originali, fantasiosi, interessanti. Ogni volta li guardo con le migliori intenzioni. Sono anche andata ad una sua conferenza da Fnac e l’ho trovato molto simpatico. Però niente, purtroppo lo stile di quell’uomo  non è nelle mie corde.
Scelgo simbolicamente uno dei suoi film:

Paura e delirio a Las Vegas di Terry Gilliam

Riconosco alcuni aspetti di originalità/genialità in questo e in altri film (come Parnassus o I fratelli Grimm e l’incantevole strega), ma nonostante ciò le inquadrature deformate e i colori esagerati mi colpiscono, ma non mi piacciono. Terry Gilliam è troppo fuori di testa per i miei standard (alla conferenza a cui sono stata gli han chiesto dove avesse trovato l’ispirazione per Parnassus e lui ha detto che dei follettini gli hanno messo l’idea nelle sue ciabatte mentre dormiva). I commenti che avevo sentito su questo film erano molto positivi, ma ne sono rimasta delusa.
Paura e delirio a Las Vegas parla di un avvocato (Benicio del Toro) e di un giornalista (Johnny Depp) incaricato di scrivere un articolo su una gara di automobili che si tiene nel deserto del Nevada. La coppia comincia (e poi continua) ad assumere stupefacenti che provocano loro allucinazioni incredibili.

Indicazioni per la visione:
E ora qualcosa di completamente diverso…
Questo film è un grosso trip mentale da allucinati.

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Già che mi si pone questa questione, la rigiro a voi. C’è da considerare che mi conoscete solo da quel che scrivo qui, quindi avete una visione parziale di quel che sono, soprattutto se chi sta leggendo è un visitatore casuale. Ma fare una proposta non costa nulla:

CITATEMI UN FILM CHE SECONDO VOI NON MI PIACE
(non uno che ho già detto io, sennò è troppo facile)
Quale film non vi aspettereste rientri nei miei gusti personali?

Intanto ecco la mia scelta:

Monkeybone di Henry Selick

Ci sono almeno due motivi per cui la gente probabilmente non si aspetterebbe questo film. Il primo (e maggiore) è che praticamente nessuno l’ha visto o lo conosce, quindi non gli sarebbe neanche venuto in mente ;P Il secondo è che è abbastanza strano e demenziale in alcune scene. L’ho fatto vedere ad un paio di amici e ne sono usciti delusi. E’ stato un super-mega-flop ((“costò 75.000.000 $, ma ne incassò solamente 7.622.365 $ (piazzandosi al 4º posto dei 10 film che hanno avuto il peggior incasso della storia del cinema“)), ma a me diverte, non so che dire…
Tra l’altro scopro ora che il regista è quello di Nightmare Before Christmas e Coraline, non ne avevo pro proprio idea.
Trama:

Stu Miley (Brendan Fraser) è un fumettista depresso che ha molta fama grazie alla sua serie a cartoni animati che ha per protagonista una scimmietta dispettosa e pervertita chamata “Monkeybone”. Stu è molto intollerante verso l’idea di commercializzare il suo prodotto ed è innamorato della dottoressa Julie McElroy (Bridget Fonda), con la quale sta per fare la dichiarazione. La notte in qui la sta portando a casa per farla, Stu tampona la sua macchina sui tubi di un edificio dopo aver attivato per sbaglio un gommone gonfiabile a forma di Monkeybone, finendo in coma.
Stu si ritrova così in un grottesco e variopinto limbo chiamato Morfeolandia, simile ad un luna park, abitato da creature magiche e persone sospese tra la vita e la morte, che si divertono a guardare gli incubi dei viventi. Stu scopre con più scalpore che la sua creazione, Monkeybone, è viva e in carne ed ossa in questo mondo…

Il film è un mix di live-action e stop-motion. Morfeolandia è pittoresca, piuttosto onirica, abitata da esseri strani. Richiama l’atmosfera di Beetlejuice di Tim Burton. Monkeybone è un personaggio irriverente, abbastanza volgare ma, nonostante non sempre apprezzi quel tipo di comicità, in questo film non mi ha dato fastidio. Io lo trovo simpatico.

Indicazioni per la visione:
Un film surreale, situazioni da cartone animato, scenette comiche, idea curiosa.
In caso foste fan di Streghe, c’è Rose McGowan che fa la donna-gatto.

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Quasi amici

Questo film è divertentissimo!!! 🙂

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