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Archive for febbraio 2011

David Tennant + David Morrissey
Blackpool

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Sono una grande sostenitrice di David Tennant e del suo decimo Dottore (parlando di Doctor Who, ovviamente). Per ora posso fare paragoni solo fra gli ultimi quattro Dottori; delle vecchie serie ho visto solo pochi episodi col primo e il quarto (simpaticissimo).

Hello Stonhenge!

 

Ho conosciuto il Dottore meno di un anno fa, attorno alla metà di maggio 2010, quindi sono abbastanza nuova al culto dei whovians. Questo mi ha forse facilitata nel reggere il passaggio a Matt Smith, che, tra quelli che conosco, è apprezzato da pochi. Per me era già un dato di fatto, il salto era già avvenuto, quindi non ho patito l’attesa  per poi rimanere completamente delusa. Nonostante questo è innegabile che il cambiamento si sia comunque fatto notare. La quinta serie strizza l’occhio ai più giovani (manco avessi 50 anni), ma ci ha perso un bel po’. Comunque continuo a sostenere che la colpa del calo di qualità sia da imputare più alla sceneggiatura che a Smitth. Il suo Dottore è piuttosto caotico, è un pasticcio unico, sembra quasi che siano gli altri ad agire al posto suo.
Ma è anche tremendamente cute. Lui, i suoi disordini alimentari e le sue strane concezioni di coolness.
La quinta stagione è piena di occasioni potenzialmente più che buone: il promo dell’episodio sul Dream Lord era molto intrigante, la storia di base valida, ma per qualche motivo non sono riusciti a valorizzare l’idea (e lo stesso vale per gran parte della serie). Il meglio per ora è lo special di Natale, A Christmas Carol.

Personalmente sono piuttosto timorosa verso ciò che accadrà nella sesta stagione che si avvicina (Moffat, please, non fare sciocchezze). Mi farebbe molto piacere vedere Matt Smith sbocciare e guadagnarsi un po’ più di fiducia, anche se non potrà mai essere ai livelli di Tennant, ma quello è un Attore con la A maiuscola. In fondo, ai miei occhi, Smith non ha nulla da invidiare Eccleston-Nine che talvolta aveva dei tempi recitativi molto sbagliati, nonostante la maggiore esperienza sulle spalle.
In ogni caso, nonostante i difetti di ognuno, il personaggio del Dottore è così affascinante che c’è sempre qualcosa da ammirare in lui!

Quella qua sotto è una delle scene più amate della quinta serie.

Hello, Stonehenge!
Who takes the Pandorica, takes the universe! But, bad news everyone, ‘cause guess who! Ha! Listen, you lot! You’re all whizzing about. It’s really very distracting. Could you all just stay still a minute because I—AM—TALKING!
Now the question of the hour is, “Who’s got the Pandorica?” Answer: I do. Next question: “Who’s coming to take it from me?”
Come on! Look at me! No plan, no back-up, no weapons worth a damn! Oh, and something else: I don’t have anything to lose! So! If you’re sitting up there in your silly little spaceships with all your silly little guns and you’ve got any plans on taking the Pandorica tonight, just remember who’s standing in your way! Remember every black day I ever stopped you and then, and then…
Do the smart thing: let somebody else try first.

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Black Swan

Se non avete visto il film vi consiglio di non leggere questo post. Sono considerazioni personali post-proiezione, quindi qualche spoiler penso che ci sarà. I numerosi lettori che affollano il mio frequentatissimo blog sono avvertiti!

Ieri pomeriggio (capita ancora, ogni tanto, che vada al cinema di pomeriggio) ho visto Il cigno nero. Mi sono avviata verso la sala con scetticismo; il trailer mi aveva effettivamente incuriosita, ma più che altro le mie conclusioni erano state “questa è pazza”. Conclusioni più che azzeccate, direi. Non che il mio sia stato un gran lampo di genio, mi è sembrato abbastanza palese, e ormai il cinema è pieno di film in cui la realtà è ciò che non dovresti aspettarti ed è il punto di vista del protagonista ad essere sbagliato. Solo che sono così tanti che ormai me l’aspetto, dato che il particolare sta diventando la norma (evito di fare titoli per non correre il rischio di rovinare la visione a qualcuno).

Ho il vizio di mettermi a rimuginare un sacco durante i film, per cercare di capire cosa c’è dietro, perché voglio aver la soddisfazione di dire “io lo sapevo” (sono un’insicura, ho bisogno di rassicurazioni).  Di solito tiro in ballo un milione di teorie a casaccio e in parte, una di essa si rivela vagamente corretta. Ma questo misterioso thriller, a differenza di altri, finisce in una maniera che ho trovato un po’ brutale. Di solito la rivelazione finale ti porta a rivedere delle scene con occhi diversi: questa cosa x è successa, ma in maniera un po’ differente; non era un pizzico, ma la puntura di una siringa; è lui ad essere morto… Ma comunque E’ SUCCESSO! Nina è semplicemente pazza (e con una madre così disturbata mi stupirei del contrario), quindi alcune cose non sono per nulla avvenute. Per questo motivo sono rimasta un po’ delusa. Potenzialmente potrebbe essere anche che lei non è neppure una ballerina e si è sognata tutto; potrebbe essere rimasta sdraiata nella sua cameretta rosa (la cosa più inquietante del film, secondo me) dall’inizio alla fine, o potrebbe essere in realtà il pianista-anche-io-ho-una-vita che sogna di danzare, invece di essere sfruttato per prove infinite. Potrebbe essere tutto. E potrebbe essere niente.
All’inizio del film, Vincenzo Cassella (noto ai più come Vincent Cassel), racconta per benino la storia del lago dei cigni. Al che mi dico: sta a vedere che finisce proprio così; che lei trasporta nella vita reale la storia (altrimenti perché raccontarcela in questa maniera?); che questa pazza scatenata si ammazza alla fine. La sua pazzia è indubbia, l’unica insicurezza che ho è circa cosa è vero e cosa no e come mai veda questa se stessa versione cigno nero che a volte ha la faccia di Nina, a volte quella della compagna sexy (“lei è il sesso”).
Comunque non esagero dicendo che ho passato tutto il tempo a dire a Natalie Portman: “Tu sei pazza!”

Scrivendo questo post sto rivalutando un po’ quel che ho visto, lo ammetto. La delusione era data soprattutto da aspettative tradite, dal fatto di non trovare una soluzione abbastanza precisa, ma ora che sto eliminando quelle, mi sembra di vedere il film in una luce migliore (e a proposito di vedere meglio: la qualità dell’immagine al cinema era terribile… anche se non è l’aspetto principale… è tanto chiedere di vedere un film con una definizione decente?).

Rimanendo in tema immagini. Molto curati i costumi e le scenografie. I colori sono scelti con precisione per riconoscere i personaggi. Natalie Portman è sempre vestita di bianco o di rosa, lei è un perfetto cigno bianco. Lily, il presunto cigno nero, è sempre scura, con la matita sugli occhi, i capelli neri, un tatuaggione sulla schiena. Vincenzo  (aka Thomas) indossa entrambi i colori, così come il suo studio è completamente B&W. C’è un tot di rosa nella casa di Nina, insieme al verde marcio della camera della madre. Insomma, dettagli molto studiati.

Assurdo quanto Nina riesca ad inventarsi pur di riuscire a far funzionare la sua teoria del complotto. Se Lily non sta facendo nulla per entrare nei panni del cigno nero, è lei stessa a vedersi in black-version per raccontarsi una storia che non esiste… per dirsi che lei è la purezza e che alla fine verrà spodestata dalla finta Odette. E si immagina pure delle scene piuttosto inquietanti, ci sono delle parti del film abbastanza d’impatto: unghie che si rompono, gambe lacerate, lime nella faccia, piume che spuntano, gambe che si girano. Schizofrenia ad alti livelli. (E ossessione per la danza e la perfezione ad alti livelli)

Sono arrivata alla fine del post e ora il film mi piace. A volte basta solo ripensarci un po’ meglio…

Indipendentemente dal fatto che piaccia o no, trovo che sia un film interessante da vedere… colpisce lo spettatore. Natalie Portman è molto brava. Mi è piaciuto quando nel balletto finale, vestita da cigno nero, guardava in camera con gli occhi rossi e quell’aria molto aggressiva.

Questo è quanto 🙂

 

ps: Sto curiosando su altri blog wordpress che hanno parlato di questo film. I commenti sono davvero molto favorevoli e ho trovato dei rifeimenti ricorrenti a Rosemarys’ baby. Anche a me ieri è saltato in mente lo stesso paragone. Devo ammettere però che quel film non mi è piaciuto particolarmente… sarà che qualcuno mi aveva già svelato il finale o sarà non so cosa… Dovrei provare a rivederlo per ricredermi anche su quello? Eppure ci ho provato, ma senza successo… mah!

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Set up


Argh!!!

Sono diventata talmente impaziente da non poter aspettare neanche che esca la nuova puntata coi sub ita. Oggi ho visto l’episodio 3X16 di Castle – Set up – in inglese (guadagnando uno o due giorni rispetto all’attesa dei sub). E ovviamente ho capito un quarto di ciò che dicevano. E ovviamente ora sono in fermento perché era un episodio diviso in due. E naturalmente lo sapevo, ma ho voluto vederlo lo stesso.

La foto qua sopra viene da un momento in cui ho tirato una manata di frustrazione contro il mobile del pc. E mi sono pure fatta male. Ecco come è andata…

[SPOILER]
Beckett ha problemi col ragazzo
*Oh yeah!*
Lui partirà con Medici senza frontiere. Lei vorrebbe qualcuno che ci sia sempre e per cui esserci sempre.
*Sei tu, Castle, lo so. Ma, no… non dirlo, Castle. Non farlo, lei è abbattuta adesso, non sarebbe giusto…*
Castle apre la bocca e sta per parlare.
Rumore di una zip. Entra un tizio.
*Cacchio, Castle perché non hai detto nulla?!?!?!”

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Mi è piaciuta questa foto. La posizione e lo sguardo di Tennant.
E’ un attore capace di grande intensità.

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2 Ottobre 1950
I Peanuts iniziano la loro storia, che durerà cinquant’anni. Ogni giorno una striscia. Ogni giorno una nocciolina. Ogni giorno una pillola di saggezza.

Io ADORO Schulz!

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Run for your life!

I’m here.
Doctor.
Master.
I like it when you use my name.
You chose it. A psychiatrist’s field day.
As you chose yours. The man who makes people be better. How santimonious is that?
So! Prime Minister, then.
I know! It’s good, isn’t it?
Who are those creatures? Because they’re not those things, the Toclafane; that’s just a made-up name like the bogeyman.
Do you remember all those fairy tales about the Toclafane when we were kids? Back home? Where is it, Doctor?
Gone.
How can Gallifrey be gone?
It burnt.
And the Time Lords?
Dead. And the Daleks. More or less. What happened to you?
The Time Lords only resurrected me because they knew I’d be the perfect warrior for a Time War. I was there when the Dalek Emperor took control of the Cruciform. I saw it. I ran. I ran so far. I made myself human so they would never find me. Because… because I was so scared.
I know.
All of them? But not you. Which must mean…
I was the only one who could end it. And I tried. I did. I tried everything.
What did it feel like, though? Two almighty civilizations, burning. Oh, tell me, how did that feel?
Stop it!
You must have been like God.
I’ve been alone ever since. But not anymore. Don’t you see? All we’ve got is each other!
Are you asking me out on a date?
You can stop this right now. We can leave this planet. We can fight across the constellations if that’s what you want, but not on Earth!
It’s too late.
Why do you say that?
The drumming. Can’t you hear it? I thought it would stop. But it never does. It never, ever stops. Inside my head. The drumming, Doctor, the constant drumming.
I can help you. Please, let me help.
It’s everywhere. Listen. Listen. Listen. Here come the drums… Here come… the drums…

What have you done? Tell me, how have you done this? What are those creatures? Tell me!
Oooo, look! You’re on TV!
Stop it! Answer me!
No, really, you’re on telly! You and your little band, which by the way is ticking every demographic box, so congratulations on that. God, there you are. You’re public enemies 1, 2, and 3. Oh! And you can tell “Handsome Jack” that I’ve sent his little gang off on a wild goose chase to the Himalayas, so you won’t be getting any help from them.
Go on, off you go, why not start out by turning to the… right!
He can see us!
Oh! You public menace! Better start running. Go on… run!
He’s got control of everything.
Martha: What do we do?
Jack: We’ve got nowhere to go.
Martha: Doctor, what do we do?
Run, Doctor! Run for your life!
We run.
I SAID… RUN!

Il Maestro è un cattivo coi fiocchi. Bravo John Simm!

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