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Archive for ottobre 2012

Nuooooooooooooo

Sono anni che diciamo che George Lucas è un cog*****. Ogni volta che si rimette all’opera conferma questa teoria.
George Lucas è riuscito a creare una folla di fan adoranti, che allo stesso tempo vorrebbero vederlo finire sotto un treno. Come ve lo spiegate?

Adesso ha deciso di andare in pensione (ma che lo faccia pure) e di vendere baracca e burattini alla Disney. La quale, non solo costruirà attrazioni nei vari parchi sparsi per il mondo (e sarebbe una cosa figa), ma costruirà pupazzetti e tutine con stampato Jar Jar Binks sopra e li venderà ai bambini delle nuove generazioni. Ma il problema non è questo. Il problema è che… faranno Star Wars, episodio VII.

Ne sentivate il bisogno, vero?

No?

Neanche io.

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Io sono dei gialli!

Me lo dice tutti i giorni, a volte mostrandomi il grembiulino in tinta:

BIMBA: Io sono dei gialli.

Orgogliosa della sua sezione. 🙂

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Una questione di nascita

È sempre il primo ad arrivare. Quando lo porta la mamma si presenta al massimo due minuti dopo l’orario d’apertura del prescuola. Se invece c’è il papà, lo attendo una decina di minuti in più.
Ha la chiacchiera facile e ci sono degli argomenti ricorrenti che tira fuori quando siamo solo io e lui seduti al tavolino davanti ai fogli e alle matite. Ad esempio gli piace riferirmi che lui ha visto dei dinosauri (non ho ben chiaro se si riferisca a degli scheletri o delle ricostruzioni) e che c’era anche il Ti-rez.
Un paio di volte ha fatto questa buffa affermazione, quindi la riporto.

BIMBO: Lo sai che io sono nato alla Juve? Mia mamma invece è nata all’Argentina.

La fede calcistica è un po’ una cittadinanza 🙂

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Lo scarico

BIMBO: Questo è per te.

Un bimbo (quello della marcia imperiale) mi consegna il foglio su cui stava disegnando. Mi aveva già spiegato cosa stesse rappresentando.

Le tubature dello scarico di un gabinetto

In basso a sinistra il tubo si interrompe perché è ingorgato.

Grazie, caro.
😄

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Le aspettative erano medio-basse e non sono comunque riusciti a a superarle.
Ho visto il pilot di Elementary, nuova serie tv americana in cui un moderno Sherlock Holmes tatuato (Jonny Lee Miller), direttamente dall’Inghilterra, finisce a fare il consulente per la Polizia di New York. Il Watson della situazione non si chiama John, ma Joan; è una donna, Lucy Liu, idea non pessima, ma che ho il timore sia di comodo per un inciucio amoroso che desti meno scalpore (e non è che me lo invento io: la prima battuta di Holmes è “Do you believe in love at first sight?“).

Devo dire che io parto da fan di Sherlock della BBC, quindi ho un elemento di paragone che considero altissimo (reputo la serie inglese eccezionale, senza pari). Sono in generale piuttosto scettica nei confronti dei riadattamenti americani e non mi spiegavo che bisogno di fosse di riproporre ancora un altro Sherlock Holmes dopo le due versioni ben riuscite degli ultimi anni. Come ti può venire in mente di tentare la competizione con l’Holmes di Moffat*? Volevi seguire l’ondata di interesse per guadagnare fans? Puoi anche farcela, ma è necessario?

Dopo aver visto il pilot posso rispondere: no, non era necessario.

Hai voluto proporre uno Sherlock Holmes moderno che usa il celluare? Beh, allora adesso ti becchi i paragoni con la versione BBC.

La storia è diversa, non hanno riproposto lo stesso Holmes BBC e questa è sicuramente una nota di merito. Quello di Lee Miller è uno Sherlock che ha appena lasciato una clinica di riabilitazione per problemi di tossicodipendenza, anche questa mi è sembrata una buona scelta e in linea col personaggio di Conan Doyle.
Quel che manca è il carisma. La genialità mi è apparsa meno brillante. Certo, le incredibili capacità deduttive restano (altrimenti che Sherlock Holmes sarebbe?), ma non mi hanno lasciata a bocca aperta allo stesso modo, come succede al buon Watson di Martin Freeman (che io adoroadoroadoro).
Il nuovo Holmes non è sociopatico, è solo un po’ strambo. Non ha problemi a chiedere scusa, a dire per favore, a mostrare sensibilità (ammetto che dovrei leggere qualcosina in più di Conan Doyle per avere un’idea più precisa del personaggio originale, ma ora sto facendo un paragone con l’altra serie tv). Insomma, ai miei occhi il fascino di questo individuo non è all’altezza dell’altra versione moderna.
Watson? Sono anche di parte perché (come già detto) adoro Martin Freeman e il personaggio che ha interpretato, mentre Lucy Liu non mi dice un granché (e poi, in generale, apprezzo molto di più i ruoli maschili)… comunque per ora non mi ha conquistata. E poi non mi spiego come sia possibile che quel folle di Holmes ti distrugga l’automobile e tu non faccia neanche una piega. Mah… sarò suscettibile io…
Siamo partiti già con troppa emotività. Sherlock ha amato (Sherlock sa amare?), Watson soffre per un grosso errore passato, bla bla bla… boring!
Visivamente, poi, non c’è paragone. Le immagini di Sherlock sono fantastiche, questa è una serie tv poliziesca come ce ne sono tante. T’oh, diciamo come The mentalist, anche lì c’è un consulente super intelligente.

Insomma, il pilot non era niente di brillante e questo è l’aggettivo che dovrebbe legarsi con un personaggio come Sherlock Holmes.
Tuttavia non sempre le serie mi prendono al volo, quindi continuerò a seguirla… chissà mai che mi ricreda.

* Steven, ti prego, SMETTILA di lavorare a tempo pieno a Doctor Who che lo stai distruggendo e dedicati a Sherlock che ti esce sicuramente meglio.

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Frankenstein

Ieri sera ho visto al cinema la ripresa dello spettacolo diretto da Danny Boyle e interpretato da Benedict Cumberbatch e Jonny Lee Miller.
Fantastico! Davvero intenso. 😀

 

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