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Archive for marzo 2013

Upside Down

Avete presente Upside Down, vero? C’è un sistema nell’universo in cui due pianeti gemelli stanno uno sopra l’altro vicinissimi. Le persone del Mondo di Sotto possono vedere quelli del Mondo di Sopra che camminano a testa in giù e viceversa. Il MdSotto è povero, quello di Sopra è ricco (e sfrutta l’altro). Vietati i contatti, se non nell’unica torre che collega i due pianeti, a scopi lavorativi. La storia del film è una specie di Romeo e Giulietta in cui, a dividere i protagonisti, non sono le famiglie, ma i pianeti, le leggi fisiche che li regolano e quelle imposte dagli uomini.
Assiomi  del film (presi da Wikipedia):

1) Tutta la materia è attratta dal centro di gravità del pianeta da cui proviene, non l’altro.
2) In virtù della prima regola, il peso di un oggetto può essere controbilanciato con la materia del mondo opposto (“materia inversa”).
3) Dopo un variabile, ma solitamente breve, lasso di tempo, la materia a contatto con quella inversa dà origine alla combustione.

Come avrà imparato a capire chi frequenta il mio blog, sono soprattutto determinati attori/registi a spingermi a vedere determinati film, anche  alcuni che magari non mi interesserebbero. In questo caso, leggere il nome di Jim Sturgess mi aveva spinta, diversi mesi fa, a dare un’occhiata al trailer di Upside down. A dirla tutta l’avevo trovato curioso e sufficientemente originale per metterlo nella mia watchlist. Date le premesse di quella particolare ambientazione, speravo in qualcosa di buono (quando nel cast ci sono attori che mi piacciono mi auguro sempre che abbiano recitato in un buon film), anche se temevo che fosse un po’ smielato.
Non mi aspettavo comunque qualcosa del genere.

Upside Down Jim Sturgess

Upside down è sceneggiato come una fanficcyna (ovvero una brutta fanfiction da ragazzette, ricolma di ammmòre e di cliché). Il film ha dei buchi enormi nella storia, si passa spesso da una scena all’altra senza alcuna spiegazione.
Ad esempio: Adam vede in tv che Eden (che credeva morta) è ancora viva e lavora alla torre della TransWorls. Sorride. Nella scena dopo è un impiegato in quell’edificio. Sì, ma… perché e percome?
Oppure: Adam si toglie tutti i pesi per poter scappare dal Mondo di sopra, va in cima al suo monte a soffrire in santa pace, ma Eden va a trovarlo e poi… camminano assieme nel Mondo di sotto? Ma come? Dove li hai recuperati i pesi?
E com’è che le cose bruciano con tempistiche diverse in base a quanto deve durare la scena?
E com’è che se tu infrangi la legge non ti fanno nulla, ma ti sequestrano la zia e le bruciano la casa?
Ma com’è che fanno esperimenti coi cosmetici sul cane di un tuo collega?
Ma com’è che nessuno è andato a rompere le palle a quest’uomo quando è risultato che il suo badge era stato usato dopo il suo licenziamento?

Finale da risata collettiva, con un super-cliché da fanficcyna che non vi spoilero, ma è davvero tremendo. Fosse l’unico… ma la perdita di memoria di lei avrebbe già dovuto far suonare qualche campanello d’allarme.
Il film si conclude con una banalità incredibile, dicendo anche che è concentrato sulla vicenda amorosa dei protagonisti, la quale ha portato delle conseguenze ad ampio raggio nei due mondi “ma questa è un’altra storia”.
Ecco… la prossima volta raccontateci quella, magari…

UpsideDown-trailer

Nonostante questo, il film si fa comunque vedere, all’inizio è abbastanza suggestivo. La scena in cui lui si prepara per passare al Mondo di Sopra, coi piedi che si sollevano mentre mette le scarpe mi è piaciuta. Non lo metterei fra i film peggiori che ho visto (gente, Cosmopolis!), ma in certi momenti ti viene davvero da chiederti: “ma perché?”
Kirsten Dunst piuttosto molle: piagnucola e perde i sensi per l’80% delle scene in cui compare. Non ci si riesce ad innamorare di lei, né – a dire il vero – di lui. Ovviamente siamo dalla sua parte, ma i personaggi mancano di fascino, anche quelli che dovrebbero essere più caratterizzati (come Bob), alla fine non sono poi così carismatici.

Vabbé, che ci volete fare? Se volete vederlo fatelo con gli amici. Garantisco che dopo ne avrete da chiacchierare e su cui scherzare 😉

PS: Adam e Eden? Beh, Eva sarebbe stato troppo banale…

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Ventiquattro episodi brevemente e sconclusionatamente commentati i questo post.

2×01 – Deep in Death
L’intro. There are two kind of folks… Ad un certo punto della terza serie l’hanno eliminata per guadagnare una quarantina di secondi per le puntate.Castle“It’s not a suicide.”
Eccolo! Diamo il benvenuto al Richard Castle che conosciamo, quello delle teorie sui mostri e sulla CIA! 😀
Le scommesse dei Roach *___*
“She may have built a wall between us, but I am going to build a door in that wall, or put up a ladder, or dig a hole.” Il. Muro.
Se uscirà un film sul videogioco Asteroids riderò, riderò e riderò… nell’attesa che scritturino Ryan Reynolds.
Maybe he's fancy. Strangles people with his pinkie sticking out. Like tea. CastleChinatown. Hanno usato le riprese di questo posto anche per una puntata della quarta serie. E credo che una scena di Gangster Squad si svolga nella stessa piazza.
“Anybody else have a bad feeling about this?”
“Semester in Kiev, between junior and senior year. (In Russian accent) Sometimes when I am bored I go to cafés in Little Odessa and pretend to be Moscovite.” Momenti che ti fanno amare Beckett indipendentemente dal tuo orientamento sessuale… E quando si “trasforma” in russa subito dopo non è da meno…

2×02 – The double down
La luna piena XD
Adoro Castle in versione grammar nazi, un’altra cosa per cui mi sento affine a lui. 🙂
Honeymilk ♥
“Shhht. The body is speaking.” … “What’s he saying?” … “It’s saying “someone shot me”.” Io amo Perlmutter, dovrebbero dargli più spazio. Ma il punto è… io amo tutti i personaggi. Di solito ce n’è sempre qualcuno che non ti piace, anche in DW ad esempio, ma in questa serie sono tutti fantastici 😉Castle. Secrets, murder and gambling. Three of my favourite pastimes.“Restraining order!” Ogni volta che sento queste parole mi viene in mente Castle che canta e balla al Dodicesimo.
“You’re on, Honeymilk!”
L’utilizzo sbagliato della parola “ironic” 🙂
Questa cosa delle scommesse è troppo divertente XD Una puntata che ti fa venir voglia di strapazzare tutte la persone che lavorano al Distretto.
Però il modo in cui arrivano a capire che i due casi sono collegati mi sembra un po’ tirata…
Could it be that easy? You take mine. I'll take yours. Castle

2×03 – Inventing the girl
Poter vedere la puntata sulla tv con anche i sottotitoli. Amo.
Le ciglia delle modelle sono la cosa più memorabile della puntata. Senza togliere niente all’episodio in sé, ma sono così appariscenti 😀
Castle inventing the girlThey want her to play the crazy granny… Who dies in Act One… Off stage.” “Ugh.
Beckett ancora non vuole che Castle ascolti le conversazioni telefoniche coi Roach e cambia orecchio per allontanare il cellulare. Quanto siamo andati lontano (:
Ma quanto mi manca la Beckett dura e rigida!
Che occhi ha lei *___*
La. Foto. Da. Tennista.
Castle Inventing the girl Beckett tennis model

2×04 – Fool me once
Two by two, hands of blue. I browncoats fanno la ola davanti allo schermo 😀
Un bel feed-the-birds. Ryan che finge di aver mal di schiena per non portare gli scatoloni. Boys, vi adoro.
Comunque la foto della signora gattara schizzata ha come sfondo la parete della stanza interrogatori del Dodicesimo XD
Amo come Beckett dice “No” alla tizia quando le chiede di vedere il cadavere…
Can’t stop. La scena della vasca da bagno ♥
Castle Fool me once Beckett bathMe, jealous? Ah. Double ah. — God you’re easy! — Shut the front door! [Epic scene is epic]
L’agente Gray della CIA è “so cool”.
“I hate this case!” “I know. Isn’t it great?”
Questa puntata è davvero carina 🙂
La scena nel gabinetto, una di quelle storiche.
Castle Fool me once Beckett Naked Heat bathroomQuanto è tenero Castle papà protettivo? “Be patient with meI’ve never had a teenage daughter before.

2×05 – When the bough breaks
I ragazzi (e Becks) che si prendono gioco di Riccardone 🙂
Karpowski è la persona che mi immagino quando nei libri su Nikki Heat parlano di Hinesburg. Sono l’unica?
Castle dedication extraordinary KB“Have you read the dedication?”
Che figo Rick coi capelli ingellati.
Ironic. “Thank you. For using irony correctly. Ever since the Alanis Morissette song, people use it when they actually mean coincidence. It drives me nuts.” 🙂
La faccia da pesce lesso di Castle quando pensa di star dicendo addio a Beckett è favolosa.
Castle when the bough breaksE qui c’è una cosa che mi dispiace. Viene fuori che han proposto un contratto per altri tre libri su Nikki Heat. Mi aspettavo che dopo quei tre ci sarebbe stata un po’ di tensione, di dubbi su “rinnoveranno l’offerta? Potrò continuare le mie ricerche al Dodicesimo?”. Invece niente, la serie è andata oltre al quarto libro senza battere ciglio.

2×06 – Vampire weekend
Space cowboy!!! 😀 Mal con qualche chilo in più…
Castle vampire weekend space cowboy mal reynoldsCarino che abbiano fatto indossare alla sorella della vittima una maglietta con scritto Hayley Blue, ovvero il nome della cantante, vittima dell’episodio successivo.
“You smell like cherries.” E non servono commenti.
Beckett che fa bullismo sulle scale e tira giù Castle XD
Sono sicura che la porfiria non funzioni in quel modo…
“You wanna bite me? You buy me dinner.”
La risata malvagia di Castle!
Castle Vampire weekendLa vicenda di Feggin è carinissima. Castle che lo presenta allo psicologo (ma chi ha dato l’abilitazione a quell’uomo?).
Puntata molto divertente.

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Dopo dieci minuti la peste ricompare dal bagno tenendo in mano la spugnetta che era andato a lavare. Cammina piano e si ferma a distanza di sicurezza mentre ti fissa con lo sguardo incerto.
Il grembiule completamente inzuppato.
Lo stesso vale per la felpa che ha sotto.
E pure la maglietta.
La canottiera no.
Ma solo perché non l’indossa.

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Si potrebbe aggiornare il gioco, mi sa che è stato fatto prima delle ultime due stagioni. Comunque, se volete sbronzarvi o strafogarvi di caramelle, ecco qui…

Castle drinking game

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Vero.
Grande film.
;P

Come Non Detto

Sabato sera, con l’esimio collega sceneggiatore Marcello Cavalli, siamo andati a vederci DAI ARD.

Questa sotto è la nostra recensione.

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Grande film.

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Australia

Australia di Baz Luhrmann.

Ci sono 1.500 capi di bestiame che marciano nell’outback australiano.
Il più manzo di tutti è quello di 1,90m che bacia Nicole Kidman.

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Quando si è messo in posa sexy per rovesciarsi l’acqua addosso sono morta (dal ridere)

(chiudo qui la mia considerazione intelligente su questo film)

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Anna Karenina

Il motivo per cui ho trascinato al cinema il mio ragazzo per vedere questo film sono nove lettere: J O E  W R I G H T.
Sarebbe potuto essere un film su dei cani grassi che fanno giocoleria sopra a un monociclo e io sarei andata a vederlo comunque se lui ne fosse stato il regista.
Ma, davvero, non mi sarei aspettata nulla del genere.

L’inizio è sorprendente anche perché inaspettato. I set sono “finti”, come fossero scenografie di un teatro che cambiano a vista dello spettatore mentre la telecamera si muove, gira su se stessa, insegue i personaggi. La Russia intera è un teatro; le ambientazioni, palazzi simboli delle città in cui ci si trova, sono dipinte su tele appese alle pareti. È tutto così dinamico e vivo che per qualche momento ti lascia un po’ in confusione, mentre tutto ti si crea e distrugge sotto gli occhi, mentre ti fanno fare salti temporali senza che te ne renda conto e non puoi mettere in pausa per fare mente locale. Ma a breve ogni set scomposto viene ricomposto in uno nuovo e inizi a entrare anche tu nella storia.

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Credo sia difficile parlare di questo film senza fare spoiler, quindi non cercherò neanche di evitarlo. Siete avvisati: SPOILER sul FINALE. Lo stesso Wright sembra non voler nascondere la cosa fin dai primi momenti (dopotutto la storia che porta in scena è un classico, quindi è facile che la conclusione sia abbastanza nota). Tutto inizia sopra a un treno e finisce sotto a un treno (quanto sto banalizzando!). Per l’intera durata del film si continua a sentirlo correre sulle rotaie a tutta velocità, le sue ruote scandiscono il passare del tempo e il viaggio dalla vita tranquilla, secondo le regole, a un’esistenza complessa, piena di turbamenti e di passioni, ai margini della società di cui prima Anna faceva parte. Quel treno che continuava ad apparire – sia perché effettivamente usato dai personaggi per spostarsi, sia come un lampo per ricordarci dove in nostro viaggio sarebbe giunto – mi ha messo sempre una sensazione di ansia, di inevitabilità (Lo senti quello, signor Anderson? Quello è il suono dell’inevitabilità. È il suono della tua morte. Addio, signor Anderson.).

Anna sa già dall’inizio che tradendo suo marito, cedendo alla passione (una vera e propria ovary explosion alla tumblr, per chi sa di cosa sto parlando), verrebbe pubblicamente additata da tutta la società… ma non riesce a resistere. La danza le fa perdere l’autocontrollo.
Si sa che a Joe piacciono i balli 😉

Anna Karenina Keira Knightley Aaron Johnson dance

Questo film è un insieme di coreografie. La telecamera corre assieme al treno per tutto il tempo e i personaggi si muovono quasi danzando. La colonna sonora è fatta da musicisti che si spostano sulla scena apparendo quasi dal nulla.
Joe Wright è un regista molto impostato (ai miei occhi da incompetente, per lo meno): tutto sembra molto studiato, dalle inquadrature ai ritmi, ai movimenti di tutti. È una cosa che di lui mi affascina sempre incredibilmente e il modo in cui ha realizzato questo film mi ha davvero sorpresa in positivo. Un difetto che avevo trovato in passato e forse leggermente meno in Anna Karenina è che questo suo eccesso di… tecnicismo (?)… rischia di far perdere un po’ la spontaneità della storia… l’impeto di Hanna, la ragazzina addestrata fra le nevi, ad esempio.
Devo dire che, se l’inizio è brillante e vivo, questo film nella seconda parte rallenta forse un po’ troppo. L’energia del treno si perde. Peccato.

Anna Karenina Keira Knightley

In ogni caso il film mi è piaciuto molto.
Costumi bellissimi (e a me non frega molto dei vestiti… non sono mai stata fra le bimbe che dicevano “Io voglio il vestito di Belle e quello di Cenerentola”). Oscar meritato.
Il mio affetto per gli attori britannici è stato sempre presente: Matthew MacFayden, Kelly MacDonald, Jude Law (conciato senza ritegno, ma mi è piaciuto molto il personaggio),  Aaron Johnson, Keira Knightley… e – perché no? – anche Domhnall Gleeson (di cui apprendo il nome solo ora, ma che conoscevo per Harry Potter e Non lasciarmi).

Non conoscevo la storia di Anna Karenina, tranne per il modo in cui sarebbe morta, quindi non posso fare il minimo commento a proposito di fedeltà al testo. Però devo dire che questo film mi invoglierebbe davvero a leggere il classico di  Tolstoj perché i personaggi, con le loro forze e le loro debolezze, i loro sacrifici e i loro errori, mi hanno abbastanza colpita.
Ora non mi resta che recuperare l’ultimo film di Wright che ancora non ho visto (e mi aveva comunque incuriosita), ovvero Il solista. È il meno noto fra i suoi, ma non voglio perdermelo.

PS: Stiamo entrando al cinema, do i biglietti alla tizia che li deve strappare e che sta chiacchierando con un suo amico. Questo legge il titolo del film che stiamo andando a vedere e dice a bassa voce: “Lei muore”.
Probabilmente non me ne sarei neanche resa conto se non avessi già saputo il finale, ma qualche secondo dopo mi è venuto un nervosismo che… se dovesse succedere ancora qualcosa del genere faccio una scenata. Non sono una da scenate in pubblico, ma io non tollero gli spoiler. La prossima volta la mia ira si riverserà sul cretino che prova a fare una cosa del genere. Bigliettaia, scegliti degli amici meno minchioni, per favore…

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